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Intervista a MCGERRY, il rapper vicino ai giovani

Nel suo cuore pulsa il sangue dell’Irpinia, una terra che pullula di tradizioni, aneddoti e storie di antichi progenitori. Gerardo di Benedetto, questo è il nome di battesimo di un artista, MCGerry, che rivela in un unico prisma la poliedricità dei suoi talenti.

Da ventidue anni, MC Gerry non è solo un interprete, bensì un cantautore, un compositore musicale, un produttore e un attore, che grazie alla sua Musica, ai suoi video e alle sue performance artistiche rappresenta un  megafono  delle paure, delle speranze e dei desideri dei giovani, alle prese con una identità ancora non definita e che cercano un modello positivo a cui aspirare. Il suo rap è stato definito dai critici “inedito ed interessante” per molteplici aspetti. Le sue canzoni sono un inno alla gioia di vivere, spogliandosi di tutte le negatività autodistruttive e mettendo a nudo la propria anima.

Il pubblico che lo segue non è solo formato da adolescenti, ma da tutti coloro che in modo trasversale, a qualsiasi età, hanno conosciuto l’amore, la sua immensità e le sue delusioni. Il suo percorso è stata un’altalena di emozioni.

Un’apologia in cui anche gli spaccati di una vita sociale lacerata acquisiscono un significato di riflessione. Il genere di Mc Gerry è il rap, che nel corso degli anni ha vissuto una serie di trasformazioni: la contestazione iniziale si è poi declinata in diverse forme, dando rilievo ai sentimenti come la vera energia che muove il mondo. La  sua musica è un’energia che parte dall’hip hop e fa vibrare ogni fibra del corpo, tingendosi di una vena a tratti nostalgica, con l’influenza di melodie classicheggianti.

È definito da anni un artista alternativo, ma in realtà i suoi testi rispecchiano il vissuto quotidiano di centinaia di giovani. Piuttosto è un artista che sperimenta suoni e vari accostamenti di strumentazioni (come la chitarra, il pianoforte e il violino) per realizzare produzioni originali, fuori dal comune, eppure così normali e vicini ai sentimenti delle persone.

MCGerry partecipa a numerosi programmi televisivi, come ITALIA’S GOT TALENT su canale 5, nel 2013, e “TALENT PLAYER” su ITALIA UNO dove si classifica al PRIMO  posto con il suo video clip “COSI’ POTENTE”. L’artista annovera la partecipazione a ben 11 concorsi musicali a livello nazionale, tra i più importanti Radio e video Italia. Si occupa inoltre delle coreografie, dei montaggi dei suoi stessi videoclip di cui ne è anche l’ideatore. È molto ricercato su tutti i principali canali social, ma al contempo non si lascia abbagliare dai tranelli del successo facile ed immediato. NEL 2009 FREQUENTA L’ACCADEMIA DI SAN REMO A SANREMO (IMPERIA) – per perfezionarsi e migliorare le proprie competenze artistiche. Insignito per meriti artisti dalla Regione Basilicata per due anni di seguito (2008-2009), MC GERRY è stato premiato a Molfetta come miglior disco emergente 2008. Inizia ad aprire i concerti di J-AX, GEMELLI DIVERSI, CLEMENTINO e MONDO MARCIO. Nel 2014 VINCE COME PRIMO ASSOLUTO NEL  PRESTIGIOSO “PIPER CLUB” DI ROMA IL CONTEST ITALIANO “THE BEST ITALIAN RAPPERS POSITIVE”, a cui seguiranno numerosi premi artistici come quello consegnato da Radio LATTEMIELE. In questa intervista esclusiva per Selfie Made Girl, sveliamo alcuni aspetti della personalità di questo artista che nella vita si è sempre costruito da sé, senza dover chiedere nulla a nessuno. L’uscita del suo ultimo videoclip, l’Unione fa la forza, rivela un ritorno alle origini dell’hip hop, con una capacità inventiva che non ha eguali.

Gerardo Di Benedetto, in arte MC GERRY, nato ad Aquilonia, in Campania. Quanto le tue origini hanno influenzato la tua vita e il tuo modo di fare musica?

A dire la verità le mie origini non hanno influenzato il mio modo di vivere e di Fare Musica. Ammetto che la tranquillità del nostro territorio mette la giusta concentrazione per la composizione sia musicale che relativa ai testi senza dimenticare il genio nella invenzione degli incisi che sono la parte più importante dei brani.

2) Da quanti anni hai iniziato a fare musica e qual è stata la spinta interiore che ti ha motivato?

Sono circa 24 anni ma da piccolo sono sempre stato vicino alla musica inconsapevole del futuro artistico; ma dentro di me ho sempre avuto una voglia di comunicare, di mettermi sul palco e dimostrare cosa potevo fare.

Rapper ma anche produttore, compositore e cantautore. La tua musica è una sapiente contaminazione di diversi generi. I brani rivelano un fortissimo accento melodico e in alcuni pezzi anche una influenza hip hop e rock. Ci racconti brevemente l’evoluzione del tuo percorso artistico dagli inizi fino ad oggi?

Credo in me e nelle mie forze; ho voluto dedicarmi all’autoproduzione senza sperare sull’aiuto di nessuno, perché chi spera muore disperato. La mia musica da tanti mass media è stata definita inedita ed interessante. E’ un genere alla Mc Gerry; un modo di cantare particolare, con suoni acustico-elettronici  e un mélange di suoni. Un esempio: se metti insieme un violino, una chitarra e un pianoforte che suonano le stesse note allo stesso tempo esce fuori un suono nuovo. Accade come in pittura e questo l’ho capito con gli anni. Per questo motivo sfrutto il mio genio interiore per perfezionarmi. Quando ho iniziato a fare musica ero molto più “rapper”,  nel corso degli anni il mio genere si è trasformato ed è diventato un “pop alla MC Gerry”.

L’anno scorso hai partecipato alle selezioni di Sanremo 2017, ma sei stato anche concorrente di programmi televisivi come Italia’s Got Talent. Inoltre, hai partecipato a numerosi concorsi musicali, a livello locale, interregionale e nazionale. Quali sono, secondo te, le differenze tra un talent show e qualsiasi altro tipo di selezione musicale? E quale potrebbe essere la migliore “vetrina” per il lancio di un artista?

A Sanremo sono arrivato tra i 10 finalisti su una cernita di 500-600 cantanti. Mediaset, e in particolare Canale 5 sono state  tutte esperienze che mi hanno rafforzato, quindi mi hanno fatto molto bene. Ho vinto 11 festival nazionali; l’ultimo a Roma, al Piper. Come rapper sono arrivato primo in assoluto a livello nazionale. Tutto ciò che scrivo e che realizzo è visitabile su You Tube, ma ritengo che la migliore vetrina sia la pazienza e la forza di un artista che gli consentono di vivere giorno dopo giorno in attesa che arrivi il grande traguardo. Per il resto, la tv sia un modo per lucrare sulle speranze dei giovani, e questo mi dispiace tanto perché ci si arricchisce con il sudore degli altri.

Quanto oggi, con l’avvento del web e di You Tube, è ancora importante essere inseriti nei palinsesti di una o più emittenti radiofoniche per far conoscere la propria musica?

La radio tv è fondamentale certo, il web è importantissimo il web, ma per me non è altro che un deposito di materiale utile per rivedere tutto ciò che si è fatto in tv e che si ritiene importante. Non bisogna dimenticare che attraverso il web tanti artisti famosi copiano; plagiano canzoni che già esistono e sono scritte e prodotte da sconosciuti.

Come dicevo poc’anzi, sei anche uno strumentista e un compositore. Suoni il pianoforte, come in “Pensare a te”. Cosa pensi dell’avvento dell’elettronica nella musica, e quanto invece la sperimentazione acustica ha influenzato il tuo modo di comporre?

Il pianoforte è una passione come lo è la chitarra ma non sono eccellente a suonare. Me la cavo, il giusto necessario per saper suonare, comporre e poi arrangiare con dei programmi che fanno miracoli.

Nelle tue canzoni emerge una spiccata vena nostalgica, quando parli dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Nel tuo repertorio, però, ci sono video un po’ più provocatori, come in “Sai come si Vive” di qualche anno fa, in cui tratti il problema dell’alcolismo nelle nuove generazioni e i gravi pericoli a cui i giovani vanno incontro  quando si mettono alla guida. Nel video, lo racconti in maniera originale, mostrando anche l’altra faccia della medaglia, quella del perbenismo e della banalizzazione mediatica. La tua musica in ogni caso trasmette sempre messaggi positivi. In generale, cosa vuoi comunicare a chi ti segue?

Quello che emerge dalle mie canzoni sono le varie facce della felicità, della nostalgia, della passione sociale, della triste ironia. Un artista deve saper fare di tutto e a mio parere non deve comporre canzoni che sono il seguito di quelle precedenti, come fanno quasi il 99% dei cantanti. Io faccio quello che so fare, cerco di variare nei temi e nei testi. In “Sai come si vive”, ad esempio, racconto le conseguenze che un mix pazzesco come quello tra alcool, droghe e alta velocità possono provocare sui giovani e sugli adolescenti che neppure si rendono conto del rischio che corrono. È importante che riescano a dosare le misure di alcool e che evitino le droghe. Purtroppo questo è un grave problema per la società. Il mio messaggio è questo: parlare ai giovani con il loro stesso linguaggio. Il rap può trasmettere un messaggio positivo con più immediatezza per far crescere nei giovani la consapevolezza e aiutarli a favorire il dialogo e la riflessione.

Arriviamo ad oggi. È uscito il tuo ultimo videoclip destinato già ad essere un successo: “L’Unione fa la Forza”. Cosa racconti in questo brano? Sbaglio nel dire che rappresenta un po’ un ritorno alle tue origini, ossia l’hip hop allo stato puro?

“L’unione fa la forza” lancia un messaggio, quello di unire l’Europa e salvare tutto quello che ha di buono, soprattutto la cultura civica ed architettonica, la sua storia. Riscoprire le origini dell’hip hop vuol dire poter vivere meglio, facendo musica e lanciando messaggi importanti come questo. A me dispiace molto che le “canzonette” di alcuni artisti siano costruite volutamente per l’estate, e permettetemi di dire che molte di queste non comunicano un bel niente. I testi hanno un valore molto esiguo, tutto ruota attorno all’inciso e ad una costruzione a tavolino che, secondo me, è un fuoco di paglia. E infatti durano un’estate o poco meno. Fare musica invece significa essere responsabili di ciò che si vuole comunicare al prossimo.

Chiudo ringraziando la redazione di Selfie Made Girl per l’intervista e abbraccio tutti i miei fan che mi seguono ogni giorno. Un grazie di cuore.

Marianna Gianna Ferrenti

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