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In edicola il nuovo libro di Lirio Abbate: “La lista. Il ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati”

In edicola il nuovo libro di Lirio Abbate: “La lista. Il ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati”

(ANSA) – ROMA, 5 APR – LIRIO ABBATE, LA LISTA – IL RICATTO ALLA REPUBBLICA DI MASSIMO CARMINATI (RIZZOLI, PP. 240, 18,00 EURO).

Ci sono due razze di ladri al mondo: quelli che rubano per arricchirsi e quelli che lo fanno per dare un senso alla propria vita. “E poi ci sono i ‘cassettari’. A Roma chiamano così i ladri specializzati nell’aprire casseforti e cassette di sicurezza”. Il colpo della banda di Massimo Carminati alla Banca di Roma all’interno del palazzo di giustizia di Piazzale Clodio. L’apertura di una lista di cassette di sicurezza di avvocati, magistrati, in particolare, funzionari, gran comis ha (quello che poi per tutti conosceranno come ‘er cecato’) fornito il suo vero potere nei confronti dell’amministrazione capitolina. Chi erano i derubati e come è riuscito a impossessarsi di documenti scottanti? E’ un colpo messo a segno nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 luglio 1999: la rapina del secolo.

Lirio Abbate, giornalista sottoscorta caporedattore a L’Espresso, torna in libreria con La Lista ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati.

Un commando di criminali svuota il caveau della banca del Tribunale di Roma. Senza sparare, senza forzare neppure un lucchetto, senza far scattare il doppio sistema d’allarme. Un colpo da 18 miliardi, ma Carminati, allora sotto processo per l’omicidio Pecorelli, non cerca i soldi. Ha in mano una lista di 147 cassette di sicurezza di magistrati, avvocati, funzionari alcuni connessi con i più grandi misteri d’Italia: dalla strage di Bologna alla P2, dal delitto Pasolini all’omicidio Pecorelli, dalla Banda della Magliana a Cosa nostra.

Diciotto anni dopo, Lirio Abbate ha trovato le prove dell’esistenza di questa lista e racconta chi erano i derubati e come Carminati è riuscito a impossessarsi di documenti scottanti per ricattare magistrati e non solo.

Perché il colpo al caveau segna nella storia criminale di Roma un cambio di marcia irreversibile, per i modi con i quali viene messo a segno, i risultati ottenuti e il movente: un grande ricatto allo Stato e alla Giustizia. C’è un filo nero che riconduce tutte i derubati a delitti, stragi, poteri occulti e misteri ancora aperti in una spy story alla romana, dove i protagonisti assomigliano a personaggi della commedia all’italiana: Gnappa, il Mago delle vedove, il Mostro, il Prete, Mollica, Sbirulino e il Cassiere. E invece è una realtà che va raccontata per la valenza simbolica del luogo violato e per l’inquietante capacità di penetrazione corruttiva che può arrivare fin dentro le istituzioni.



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