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Le Fontanelle. La risposta del comitato alla proposta di una progettazione partecipata

Le Fontanelle. La risposta del comitato alla proposta di una progettazione partecipata

Castelbuono, 27 gennaio 2017

Il Comitato Le Fontanelle (non il Gruppo 2001 che ha storia, scopo e consistenza diversi, non necessariamente confluiti nel comitato) ha lanciato un’idea, un’ipotesi, prospettando quelli che riteneva requisiti ineludibili. 

Senza entrare nel merito delle motivazioni e degli obiettivi della Proposta che un gruppo di castelbuonesi ci ha inviato, non possiamo sottacere lo stridore di alcune affermazioni rispetto a quei requisiti posti dal comitato, anche pubblicamente, e con la sostanza di quanto attuato. Ecco di seguito le affermazioni in questione:

  1. “Una progettazione partecipata”. Questa frase sembra quasi sottolineare che l’azione promossa da questo comitato, di contro, possa essere ritenuta non partecipata o soggettiva. Speriamo di aver inteso male perché altrimenti potremmo ribattere, non senza ragione, che l’affermazione è strumentale dato che l’assemblea del 26/12/2016 è stata aperta a tutti, molto partecipata e nessun intervento è stato trascurato. Peccato che in quella sede i mittenti, avendo avuto l’opportunità, hanno ritenuto di non esprimere le proprie opinioni. 
  2. “Non cedendo … né al gusto dolce della nostalgia che, generalmente, rischia di proporre ricordi bonificati dalle asperità.” Ci riesce molto difficile accettare che il comitato, come sostengono i mittenti della proposta pervenutaci, abbia agito solo per motivi nostalgici, nonostante l’ampia produzione di testimonianze, dati e fatti. Tutti elementi con valenza oggettiva, documentata e contestualizzata, per quanto agli autori della proposta possano risultare non completamente graditi o incompleti. Anzi non ci riesce affatto perché, e ci auguriamo di sbagliare, denota un pizzico di pregiudizio. Senza pensare poi che nel comitato (e anche fuori) ci sono persone che non hanno mai frequentato Le Fontanelle (quindi sono oggettivamente scevre da rigurgiti nostalgici) e ciò nonostante condividono la proposta in tutto e per tutto.
  3. “Noi non vogliamo le Fontanelle”. Invece “Noi … rivogliamo Le Fontanelle”, più bello e integrato nel contesto semmai: lo stridore e l’antiteticità della proposta giuntaci con la nostra, esplode qui in tutto il suo fragore, tanto da non richiedere alcun commento.
  4. L’idea del gruppo di mittenti di risolvere tutte le esigenze di chi fa teatro sembra affascinante (e ci pare di averlo detto anche ad uno di loro, brevemente intervenuto nella discussione del 26/12/2016); ma non è realizzabile contestualmente con il recupero dell’edificio attuale, cosa che fa parte dei requisiti sostenuti dal comitato. D’altra parte l’idea di o tutto o niente non ci affascina, se c’è una concreta via di mezzo più che soddisfacente. La definizione, ancor prima della progettazione e della realizzazione, di cosa sia poi il concetto di “tutto” di un teatro completo, che i mittenti sembrano anelare, potrebbe trasformarsi nella chimera di una torre di Babele, dove le esigenze diventano come le infinite lingue cui furono costretti i costruttori di quell’opera, compromettendone la realizzazione. Ci sarebbe il rischio concreto che alla fine – ma molto alla fine – la montagna partorisca un topo. E questo non ci interessa.

Sorvoliamo poi, perché non sono espresse chiaramente nella proposta che abbiamo ricevuto e quindi non sappiamo se abbiano o meno valore effettivo di requisito, su alcune affermazioni circa la necessità di intervenire sulla attuale consistenza dell’area castellana che, se confermate, aumenterebbero lo stridore di un quantitativo di decibel insopportabile.

In sintesi, riteniamo che la proposta sia degna di rispetto, perché formulata da castelbuonesi per Castelbuono. Ci rincresce però constatare come, sulla base di quanto sopra, risulti inconciliabile con la nostra ipotesi. Di conseguenza, pur rimanendo disponibili al confronto, non possiamo mettere in discussione i requisiti che abbiamo assunto come punti fermi e che sono stati accolti entusiasticamente da tanti (e se non sbagliamo, anche da qualcuno dei firmatari della proposta arrivataci, almeno se è vero quanto ci ha espresso in mail circa la sua spontanea ed entusiastica adesione al comitato): non sarebbe più la ricerca di una partecipazione maggiore, piuttosto una abdicazione. 

Ma vi suggeriamo ai Mittenti della proposta di portarla avanti in parallelo: ora che il comitato per Le Fontanelle (non il Gruppo 2001 è bene rimarcarlo) ha scosso le coscienze dal torpore di 33 anni (probabilmente – se sbagliamo correggeteci e chiederemo venia- anche le vostre coscienze sarebbero rimaste silenti al calduccio dell’oblio come fino ad adesso, se non avessimo acceso il fuoco del teatro Le Fontanelle a Castelbuono), creando un terreno più fertile per le proposte, anche i mittenti possono utilizzare i riflettori che si sono accesi per portare avanti la loro idea.

Purtroppo non con noi e non perché non amiamo il confronto e l’integrazione di idee, ma perché il contrasto tra la nostra e la loro non è sanabile. Anche perché, in qualche passo, la mail ricevuta lascia intravedere una punta di pregiudizio gratuito, specie quando sostiene che le motivazioni del comitato siano nostalgiche e quelle dei mittenti oggettive e collettive.

Cordialmente,

Il comitato per Le Fontanelle

P.S.

Con riferimento alle lodevoli affermazioni di credere nella “progettazione partecipata”, di essere convinti assertori del fatto che “nessuno, specie nelle fasi iniziali del dibattito, possa arrogarsi il diritto di tagliare fuori l’opinione di altri”, alle dichiarazioni di “condividere idee, visioni e necessità, saper immaginare, per un bene comune, un futuro migliore”, all’avere “la maturità civica della costruzione collaborativa”, al credere alla “collettività necessaria nel processo”, notiamo un ulteriore e decisivo stridore rispetto alle affermazioni esternate in un post del settembre 2016 da almeno uno dei firmatari della proposta, affermazioni non dirette verso il comitato ma indirizzate ad alcuni dei suoi componenti ed intrise di inqualificabile livore.  Come se la cosa riguardasse personalmente l’estensore, come se l’estensore addirittura aspirasse a presentare un suo progetto (conflitto di interessi?). 

Non inseriamo il post per ovvi motivi di privacy (a noi lo hanno semplicemente sottoposto per prenderne visione).



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