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7 Domande a Angela Accarrino (Angie)

Dalle viscere
1. Presentati per favore.
Angie, anima mista. Ho letto, immaginato, scritto, pubblicato. Dopodiché è stato evidente che non bastava, così mi sono appropriata di un linguaggio ricercato fin dall'infanzia, quando rubavo le macchine fotografiche di zii e cugini pretendendo nuovi rullini in forma di riscatto. Sono una fotografa di strada, vagabonda e appassionata, che entra in Studio col metodo di chi lavora per amore.

2. Quando hai iniziato a fotografare?
Da bambina agivo alle spalle di parenti benevoli, da adolescente guadagnai una lomografica bielorussa da cui non mi separavo neanche a scuola, adesso sono riuscita a modellare la mia vita intorno alla fotografia. Il "quando" non è chiaro, ma sotto minaccia ti direi 15 agosto 2009. Giorno in cui, nella stazione di Les Halles a Parigi, ho visto e catturato la prima, vera fotografia di cui andar fiera.

3. Cosa utilizzi per creare le tue foto (fotocamera, Software, obiettivi, luci, studio... ecc)?
Fotocamere Minolta, Sony e FujiFilm. Sono molto affezionata ai miei strumenti, mi accompagnano in giro per il mondo e ognuno di loro possiede un nome. Uso "Capture One" per lo sviluppo dei negativi digitali e "GIMP" secondo necessità. Sul versante analogico invece si apre uno spiraglio più ampio: il mio amico Guido, titolare dello studio fotografico in cui lavoro, ha allestito la camera oscura più grande della città. Inutile sottolineare quanto riusciamo a divertirci.

Brotherhood

4. Chi o cosa ti ispira?
La luce, le nuvole, le strade, gli animali, le città, i sorrisi, l'entusiasmo, le facce buffe, l'intimità, la forza, gli imprevisti, la coscienza di sé, i viaggi, la natura, i legami.

5. Quanto tempo impieghi al mese/settimana per fotografare?
Fotografare può diventare un modus vivendi. Al pari di un potere acquisito ci si abitua a guardarsi intorno volendo comporre o interpretare la luce. Sono spesso impegnata in altre attività ma, se i miei occhi restano liberi, conservano istantanee proprio come farebbe una macchina.

6. Facci vedere il tuo scatto preferito, e spiegaci perché ti piace.
Floating joy
Uno tra i preferiti, scattato a Londra nel 2013. Mi piace perché condensa benissimo ciò che desidero enfatizzare attraverso la fotografia: la disarmante realizzazione dell'individualità umana nella gioia.

7. Che consiglio daresti a chi ha appena iniziato a fotografare?
Non correte dietro a marche, recensioni e giochi di appartenenza. Scegliete una macchina, fatela vostra e trattatela come fosse un'estensione della volontà. Leggete il più possibile, studiate, ma trascorrete la stessa quantità di tempo a praticare. Siate autentici: è molto più importante che essere originali ad ogni costo.

Angela Accarrino (Angie) nel web:
http://hypereyed.com




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