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Catherine Bertone abbandonata dalla Fidal dopo Rio 2016

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Fonte: lastampa.it- Catherine Bertone non è un più un’atleta di interesse nazionale. Una comunicazione secca, arrivata via mail, giovedì scorso. Niente Mondiali di maratona, niente maglia azzurra. Lei, la pediatra che sfida le professioniste, fa spallucce. «Sapete che c’è? Non mi cambia proprio niente, anzi. Non avrò più nemmeno l’impegno di far sapere alla Wada (l’agenzia mondiale antidoping, ndr) i miei spostamenti. E mi guarderò i Mondiali da casa». Pausa. «Certo che, però, non è bellissima come situazione. Non sento nessuno della Fidal da Rio. Della serie: imbarcata sull’aereo, grazie e arrivederci». Scaricata.

Dopo essersi guadagnata la chiamata in azzurro, aver chiuso la maratona olimpica al 25° posto (seconda azzurra dopo Valeria Straneo). A gennaio Bertone era già stata esclusa dalla Aec, Atletica élite club, la lista di atleti (e relativi loro allenatori) che ricevono dalla Fidal un’assistenza completa durante la fase di preparazione e agonistica. Tra i parametri della scelta, essere arrivati nei primi 24 ai Giochi Olimpici. «Indovinate un po’ quanto sono arrivata? – aveva scritto, ironica, sul suo profilo Facebook – Beh, mannaggia a me che mi sono messa a salutare il pubblico, ma che cambia: fossi arrivata 24/a avrebbero magicamente scritto 23/a». Bertone non ha bisogno della maglia azzurra per vivere felice. «Non ho voglia di sollevare un polverone – dice -. Va bene così. Lo scorso anno, a Rio, ho avverato il mio sogno e sono felice così».

Quarantacinque anni a maggio, continuerà a correre come ha sempre fatto. Facendo tempi da professionista della corsa pur allenandosi tra i mille impegni lavorativi e famigliari. «Quest’anno me la sono presa con un po’ più di calma. Arrivo da cinque maratone in 13 mesi e sentivo i miei muscoli consumati. Ora va meglio». Domenica scorsa ha vinto la Mezza maratona di Lanzo in un’ora 15’28”; due settimane fa aveva messo la firma alla IX Miglia di Bra. «Ho in mente di correre gare più corte e veloci. Per quest’anno, credo, niente corsa in montagna. Non ho in programma di inseguire la magli azzurra nemmeno lì: è un anno nel quale prendo quel che viene. Poi, in autunno, correrò a Berlino. Sarà quello il vero obiettivo della stagione».



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