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Spettacolare “Il Giudizio Universale” di Michelangelo firmato Balich, con la voce di Favino

Spettacolare “Il Giudizio Universale” di Michelangelo Firmato Balich, con la voce di Favino
Fermata Spettacolo

“Effetto immersivo” si dice per questo capolavoro 3.0 della spettacolarità del terzo millennio, che davvero non si può descrivere, ma, solo ammirare. Non ci sono parole per trasmettere l’emozione che si prova, non è solo la visione di uno spettacolo ma è viverlo fino a perdersi tra le luci ed effetti speciali, proiettati non solo davanti ai tuoi occhi ma su, ai lati, sopra, non è una visione è un rapimento subliminale di sensi, sentirsi protagonista nell’opera fino quasi a toccarla. Quella che Marco Balich regala al pubblico di giovani, studiosi, appassionati dell’arte e profani. Un Capolavoro secolare rivalorizzato come non mai, in scena dal 16 marzo all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma.
Una sfida che sarebbe potuta sembrare assurda a tanti. Mettere mano niente di meno che all’opera più geniale ed allegorica del maestro Michelangelo Buonarroti: “Il Giudizio Universale”. Ed invece, ribaltando la visione secolare, il capolavoro è rappresentativamente esposto all’ennesima potenza.

La tecnologia digitale non toglie ma dona, impreziosisce, lo spiega, lo rende un sogno, mostrando particolari insoliti, venature impensabili, facendolo sembrare vivo. “Il Giudizio” assume come per incanto il dono della parola e ti parla eloquentemente. Da questo momento in poi Balich segna un punto nella storia dell’arte audiovisiva, riuscendo a rapire totalmente creando una “sindrome di Stendhal” senza precedenti. Accorcia la distanza tra lo spettatore e l’opera. Tra ciò che si vede e quello che sembra vicino, quasi a toccarsi. Non c’è dubbio che mai fino ad ora nella capitale si era visto uno spettacolo del genere, che dico? In Italia o forse in Europa. Un’incantevole novità grazie all’egida dei Musei Vaticani in sintonia mecenatica con la farmaceutica Bracco. Del resto, è Chiesa: “sine pecunia cantantur misse”.

Marco Balich, sorprendente ideatore, regista e direttore artistico di questo lavoro che svela i “segreti della Cappella Sistina”, lo scrigno che conserva il dipinto universale, diventa l’alfiere di un genere che farà scuola, segnando emuli dell’immersivo. Ma su tutti ne resterà il maestro ispiratore. E’ diventato sul campo, il cerimoniere olimpico. Creativo visionario, lungimirante, colto, che abbina studio e tecnica, passione e dedizione, attento ai dettagli e ricercatore instancabile nel suo lavoro. Dopo oltre 20 Cerimonie Olimpiche la sua professionalità nella produzione di mega-eventi è riconosciuta in tutto il mondo. Fra le sue esperienze si ricordano la Direzione Artistica del Padiglione Italia e l’ideazione dell’iconico Albero delle Vita ad Expo Milano 2015, oltre alle Cerimonie Olimpiche di Torino 2006, Sochi 2014 e Rio 2016. È stato premiato per il suo lavoro con un Emmy Award e il Premio Compasso D’Oro.

Marco Balich

Allo spettacolo è abbinato anche un progetto di educazione artistica: l’[email protected], un progetto educativo realizzato da Artainment Worldwide Shows e Fondazione Bracco, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, per la diffusione nelle scuole di un nuovo metodo di divulgazione del patrimonio artistico. La novità sta nell’applicazione di una nuova metodologia didattica che, così come avviene nello spettacolo, utilizza un mix di strumenti complementari, analogici e digitali, che dialogano tra loro con uno stesso obiettivo: stimolare la partecipazione attiva dei ragazzi. Per l’anno scolastico 2017/2018 il progetto coinvolge le scuole primarie e secondarie di I grado, studenti dagli 8 ai 13 anni, e le scuole secondarie di II grado,studenti dai 14 ai 19 anni della Regione Lazio. Per la metodologia e i contenuti con cui è stato ideato, può essere inserito nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) degli Istituti di Istruzione primaria e secondaria.

Per Barbara Jatta direttrice dei Musei Vaticani: “Il live show non vuole essere un’alternativa alla visita alla Cappella Sistina, che va contemplata nel suo naturale e stupefacente impatto visivo universale, ma può rappresentare un ottimo modo di vivere e conoscere la Cappella più famosa del mondo in modo diverso”.

“Il Giudizio Universale” secondo Balich va tenuto tutto l’anno in cartellone per consentire a milioni di persone di poter vivere e rivivere queste emozioni e spiegazioni dell’opera culto di Michelangelo che ci lavorò tra il 1535 ed il 1541. La voce dell’artista è di Pierfrancesco Favino, la musica tema di Sting che da anni si dedica alla rivisitazione della musica antica. Allo spettacolo ha contribuito per il suono Mirko Perri, già vincitore del David di Donatello 2017 per “Veloce come il vento” ed i costumi di Giovanna Buzzi vincitrice del Metropolitan Fashion Award 2017, l’Oscar della Moda.

Un po’ come avviene in Francia per Ionesco, dove per 50 anni e più è andato in replica in un piccolo teatro parigino “La cantatrice calva” di Eugene Ionesco, ne sono certa “Il Giudizio Universale” secondo Balich andrà avanti per mesi di replica in replica. E ne vale davvero la pena poter dire: “Io l’ho visto!”

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