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Lehman Trilogy. L’ultima regia di Ronconi

Lehman Trilogy. L’ultima regia di Ronconi
Fermata Spettacolo

Sul palco del Teatro Carignano di Torino all’interno della stagione del Teatro Stabile ha debuttato il 9 novembre lo spettacolo Lehman Trilogy tratto dal testo di Stefano Massini (edito da Einaudi nel 2014), per l’ultima regia di Luca Ronconi, venuto a mancare il 21 febbraio del 2015. La storia del capitalismo finanziario americano attraverso l’ascesa e la caduta dei fratelli Lehman in cinque ore di spettacolo diviso in due parti, Tre fratelli e Padre e figli. Lo spettatore può decidere di seguirne una parte o entrambe a serate alterne o tutto insieme il sabato e la domenica.

La storia copre un ampio arco cronologico che va dallo sbarco del primo Lehman a New York l’11 settembre 1848 al 15 settembre 2008, data del più grande fallimento finanziario della storia americana. Attraverso le vicende degli intraprendenti fratelli ebrei Lehman, giunti dalla Baviera, ripercorriamo le pagine salienti della Storia Americana Degli ultimi due secoli: dalla guerra di Secessione al naufragio del sogno capitalistico, passando per la crisi del 1929 e le due guerre mondiali. In tutto questo arco di tempo accumulare capitali e fiutare l’affare migliore sono il leitmotiv di questa grande epopea familiare che vede i fratelli Lehman protagonisti di generazione in generazione di 160 anni di storia americana. Prima come proprietari di un emporio di tessuti in Alabama, poi come acquirenti e venditori di cotone grezzo, fino a diventare banchieri, attraversando il business del caffè, delle ferrovie e del petrolio.

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foto di A. Marasco

Affidato ad interpreti magistrali, tra i migliori che possiamo vantare in Italia e guidati dalla sapiente regia di Luca Ronconi, l’argomento di tipo economico, forse un po’ ostico a teatro, si trasforma in un’imponente riflessione e affresco sulla cultura, la filosofia di vita e sulla storia americana degli ultimi due secoli in una partitura piena di ritmo ed elegante umorismo. Gli attori si muovono in una scena, curata da Marco Rossi, scabra e austera dai soli toni del bianco e del grigio, dove appaiono e scompaiono, per segnare il cambio di scena, tavoli, sedie, insegne di banche e negozi e un orologio sospeso in aria, impietoso che scandisce il tempo. Tutto è in movimento come le azioni fulminanti e strategiche dei Lehman.

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Un cast eccezionale di grandi interpreti. Nella prima parte giganteggiano Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni e Massimo Popolizio. In questo teatro di parola tutti i personaggi sono al tempo stesso narratori della storia e narratori di se stessi, infatti anche di sé parlano in terza persona. Si alternano continuamente i ritmi distesi della narrazione con quelli incalzanti dei dialoghi arguti in una sorta di cantilena liturgica che si sostituisce, non annoiando mai, all’accompagnamento musicale, assente in questo spettacolo. De Francovich, che dà il via alla narrazione, interpreta con toni austeri e impeccabili Henry Lehman, il primo fratello arrivato in America detto la Testa. Gifuni è Emanuel, il Braccio, colui che ama l’azione istintuale. La sua grande attrazione verso il cambiamento, spingerà la famiglia verso le fabbriche del Nord America. Insuperabile nella scena della difficile conquista di una ragazza di buona famiglia. Il magnifico Popolizio è Mayer, la Patata, intermediario tra i due, più morbido e sentimentale, intuitivo e dotato di quell’ironia brillante tipica dell’identità ebraica. Suo figlio Herbert è l’efficace Roberto Zibetti, il suo spirito di contraddizione lo porta a declinare in modo diverso il potere della famiglia diventando governatore e non banchiere. Paolo Pierobon interpreta  Philip, figlio di Emanuel, nato a New York, è con lui che la Lehman diventa Corporation e si quota in borsa. Grande stratega dall’età di sedici anni annota tutto su un taccuino in modo maniacale, persino le pretendenti da sposare passate al vaglio mese per mese in un esilarante catalogo che strappa applausi a scena aperta.

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Suo figlio Robert “Bobbie”, interpretato dalla grande energia di Fausto Cabra, amante dei cavalli e dell’arte, porterà alla rovina l’avventura finanziaria della famiglia. Tutti i personaggi femminili, presenze effimere nella famiglia Lehman, sono tutte interpretate dalla frizzante e ironica Francesca Ciocchetti.

Ronconi aveva già affrontato il mondo della finanza con importanti lavori come Infinities di John Barrow, Lo specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo, La compagnia degli uomini di Edward Bond, per citarne alcuni. Trasformare la parola scritta in rappresentazione ha sempre costituito per il grande maestro una sfida, una sperimentazione continua.

Lo spettacolo è stato realizzato per il Piccolo Teatro di Milano, di cui Massini è ora consulente artistico, e dove è andato in scena l’anno scorso. Massini con questo testo si è aggiudicato a Parigi il Gran Prix du Syndacat de la Critique 2014. Lo spettacolo vanta 5 premi Ubu ed è il miglior spettacolo dell’anno alla quinta edizione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.

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