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Leadership e regole evolutive o punitive.

La Leadership Dei Dirigenti in ambito organizzativo o istituzionale può attenersi a regole prevalentemente punitive anziché evolutive. Le regole punitive, secondo questa ideologia, mantengono entro i limiti previsti dalle norme vigenti il comportamento dei dipendenti. La leadership dei dirigenti dovrebbe invece privilegiare le regole che favoriscono lo sviluppo delle capacità personali e dei talenti esprimibili dai collaboratori. Le regole imposte sul lavoro spesso rappresentano un ostacolo all'espressione naturale delle qualità interiori di un lavoratore. I dirigenti solitamente credono nella necessità del controllo ed indirizzamento rigido dei propri collaboratori per evitare errori professionali od una bassa produttività. Nelle organizzazioni vengono quindi stilati numerosi documenti per informare il personale sui comportamenti da mantenere nel proprio ruolo professionale e nei rapporti interpersonali con l'utenza o la clientela. Gli obiettivi dell'organizzazione possono essere imposti dai dirigenti senza considerare le difficoltà oggettive a raggiungerli o le sofferenze generate a livello psico-spirituale. Le risorse umane possono essere paragonate dai dirigenti a "macchine" da utilizzare al massimo della capacità produttiva ma da ricompensare con una retribuzione appena sufficiente a sopravvivere. Questa tipologia di leadership dei dirigenti è di tipo punitivo perché privilegia la produttività dei dipendenti anziché la qualità del loro operato nella professione. Le regole punitive impediscono all'organizzazione la ricerca e scoperta dei problemi interpersonali, economici, professionali e socio-relazionali che riducono la qualità del lavoro e rallentano comunque il processo produttivo a seguito degli errori professionali compiuti inconsapevolmente dai dipendenti. La leadership dei dirigenti può dunque divenire rigida ed incapace di favorire il superamento dei problemi organizzativi. La leadership può invece diventare evolutiva per il personale di un'organizzazione se vengono valutate le potenzialità e capacità dei lavoratori in modo costante nel corso della loro carriera professionale. La leadership evolutiva dei dirigenti richiede una loro crescita interiore costante ed una formazione orientata a favorire l'equilibrio, l'onestà e la creatività umana dei collaboratori. La riduzione dei protocolli e delle regole che ostacolano la qualità del lavoro facilitano inoltre una produttività senza eccessi che minimizza lo stress ed il mobbing. Le risorse umane evolute sono infatti in grado di pensare ed agire in modo sintetico e di ridurre gli sprechi di tempo e gli interventi o le realizzazioni inutili ed inefficaci. Le risorse umane evolute sono capaci di di rendere il lavoro semplice e creativo ma corrispondente ad un'attività complessa e approfondita in cui i molteplici problemi affrontati e realmente superati emergono gradualmente nel corso del tempo all'attenzione dei dirigenti più intelligenti.



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