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Ladycat War Zone #19. “I am Tommy”

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I was exploring. Playing. Climbing.
The world became narrow and dark.
Then a rumble, a bubble of darkness.
Get carried away, hopeless.
The world lost all sense, I was scared.
I was alone.
A powerful hand threw me into the air and hurled me into the barrage. I had lost the orientation, I fell on the hard and black ground, I rolled hopelessly.
Asphalt scratched me. He broke my breath.
Pain. Everything became a black shroud.
Rumble roaring around me, scornful and indifferent.
I felt cold. Everything was losing sense.
Then, in the fog, I felt a dark light in the distance.
“I’m here, I’m alive”

“He has gone…”
“No!”
I felt a dark, screeching, dull rumble.
Someone was running toward me, I heard him coming in, I heard him scream inside.
Rhythmic tones. Here it is.
“All or both of them. I promise you”
Someone gave me shelter, protection.
I was not alone. I felt a warmth, timid hands surrounded me, trembling.
A voice supported me, she protested, in her own way, praying.
He lifted me with infinite grace and cautiousness.
Still the dark place, but this time it was comfortable.
I did not see anything, broken breathing, pain.
His hands, the run, the tear of a door.
The stentory voice, which did not allow objections.
“Kitten down!”
Cold hands over me, the smells acrid, the cold metal under me. But there was always a loving
voice. We shared strength, fear, hope.
“I stay with you”
We were alone and talked to me, he never stopped talking to me.
I felt a horrible tear inside me, devastating, then I did not feel anything anymore.
Everything was cold and motionless.
Compressed lung.
I collapsed.
I could not breathe.
(…)
Everything lost meaning, I was dying.
But he did not give up. No. He did not want to.
He massaged me, encouraged me, he spoke to me. He prayed in his own way.
After an eternity, or a few seconds, something squashed me.
I went back.
I opened the only good eye, for a moment, I found the strength for a subtle mildew.
But I did not see anything.
The world was coagulated around us. We were just the two of us.
He understands. I understand.
“Hi…”
I’m here. With him.
I see.
Our looks are crossed for the first time.
I’m alive.
I’m Tommy.

Stavo esplorando. Giocando. Salii.
Il mondo divenne stretto e buio.
Poi un rombo, una bolla di oscurità.
Venni portato via, senza speranza.
Il mondo perse ogni senso, avevo paura.
Ero solo.
Una mano potente mi scagliò in aria e mi scaraventò nel baratro. Persi l’orientamento, caddi sulla terra nera e dura, rotolai senza speranza.
L’asfalto mi graffiò. Spezzò il mio respiro.
Il dolore. Tutto divenne un nero sudario.
Rombi ruggenti intorno a me, sprezzanti ed indifferenti.
Sentivo freddo. Tutto stava perdendo di senso.
Poi, nella nebbia, sentii in lontananza una oscura luce.
“Sono qui, sono vivo”

“E’ andato…”
“No!”
Sentii un rombo cupo, stridere, un tonfo.
Qualcuno stava correndo verso di me, lo sentii arrivare, lo sentii urlare dentro.
Tonfi ritmici. Eccolo.
“Tutti e due o nessuno dei due. Te lo prometto”
Qualcuno mi diede rifugio, protezione.
Non ero solo. Sentii un calore, mani timide mi circondarono, tremando.
Una voce mi sostenne, protesse, mentre a suo modo, pregava.
Mi sollevò con grazia e cautela infinita.
Ancora il luogo oscuro, ma stavolta era confortevole.
Non vedevo niente, il respiro rotto, il dolore.
Le sue mani, la corsa, il tonfo di una porta.
La voce stentorea, che non permetteva obiezioni.
“Gattino a terra!”
Fredde mani su di me, gli odori acri, il freddo metallo sotto di me. Ma c’era sempre la voce amorevole. Condividemmo la forza, la paura, la speranza.
“Io resto con lui”
Rimanemmo soli e parlò con me, lui non smise mai di parlare con me.
Sentii un sordo strappo dentro di me, devastante, poi non sentii più nulla.
Tutto era freddo e immobile.
Polmone compresso.
Collassai.
Non riuscivo a respirare.
(…)
Tutto perse di significato, stavo morendo.
Ma lui non si arrese. No. Lui non voleva.
Mi massaggiò, mi incoraggiò, mi parlò. Pregò, a modo suo.
Dopo un’eternità, o pochi secondi, qualcosa mi squassò.
Tornai.
Aprii l’unico occhio buono, per un attimo, trovai la forza per un miagolio sottile.
Ma non vidi nulla.
Il mondo era coagulato intorno a noi. Eravamo solo noi due.
Lui capisce. Io capisco.
“Ciao, piccolo”
Sono qui. Con lui.
Lo vedo.
I nostri sguardi si incrociano per la prima volta.
Sono vivo.
Io sono Tommy.




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