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L’insopportabile chiacchiericcio dei social

Com’è noto a molti, i blog sono ormai diventati reperti archeologici, autentiche rarità tenute in vita da persone un po’ all’antica e forse sognatrici. Ormai, infatti, impazzano i cosiddetti Social, strutturati in modo tale da favorire il commento brevissimo ed emotivo, lo sfogo di pancia e il rutto libero in formato tastiera.

Sia chiaro: tutti noi ci lasciamo andare qualche volta a dichiarazioni sopra le righe, ad affermazioni superficiali perché non meditate e ad autentiche sciocchezze. Chi lo nega, chi si ritiene perfetto/a o infallibile, sbaglia oppure mente; però, un conto è sparare amenità Ogni tanto – e magari capire di aver sbagliato -, un altro conto è trascorrere il proprio tempo libero a creare e fomentare innumerevoli risse su Facebook e su Twitter.

Un esempio pietoso è offerto dalle discussioni (?) politiche: invettive, insulti di ogni genere, superficialità disarmanti, fake news. Esistono anche persone che, Sui Social, commentano in modo razionale, ma purtroppo sono una minoranza, anche perché chi vorrebbe partecipare in modo costruttivo tende a scappare di fronte all’eterno clima rissoso che si respira in certi ambienti. Se ci si sofferma a leggere una pagina di Facebook dedicata a un personaggio politico o a qualche vip, spesso se ne esce con il mal di testa o in preda a istinti e bisogni innominabili.

Oltretutto, non si darà mai luogo a una società migliore limitandosi a scambiarsi invettive fra pidioti, grullini e salviniani sfegatati (ho riportato in corsivo la terminologia che attualmente impazza sui social). L’esperienza dimostra che le feroci lotte fra bande politiche di qualsiasi colore – bande che giocano a colpirsi a vicenda sulla pelle dei cittadini – sono il contrario della ricerca del bene comune, e non possono fare altro che condurre una società al tracollo. Gli esempi sono davanti agli occhi di tutti; basterebbe guardarli senza pregiudizi e senza lasciarsi trasportare dal tifo da stadio.

Esistono poi giornali on line che fomentano questa perenne lotta fra leoni da tastiera, perché rilanciano ogni minima dichiarazione del politico di turno e i commenti degli utenti dei social al suddetto politico, creando così un circolo vizioso che ogni giorno alimenta maleducazione, superficialità, stereotipi e ignoranza.

Ebbene, la vita è breve e complicata; perciò non è saggio perdere il proprio tempo a digitare infiniti commenti da bar dello sport sui social, sprecando preziose energie che potrebbero essere canalizzate verso fini migliori. Scherzare, giocare e divertirsi è un’ottima cosa, darsi invece all’insulto gratuito e al tifo da stadio su ogni questione, anche la più seria, no, non è un’ottima cosa. Si rischia solo l’imbarbarimento generale e, sul piano individuale, ci si riduce a poveri trogloditi.



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