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L'Olio di CBD e il suo utilizzo nella terza età


L’olio di CBD è un valido alleato per il benessere dell’organismo, anche durante la Terza età.

Ogni età della vita umana presenta caratteristiche e fragilità diverse. Spesso è la salute delle persone in età avanzata a richiedere qualche attenzione in più, anche per quanto riguarda i prodotti e i medicinali utilizzati. L’olio di CBD ha dimostrato essere un valido alleato per la salute delle persone. Le domande, in questo contesto, sorge spontanea: gli anziani possono usare olio di CBD o, in generale, Cannabidiolo? Se sì, il CBD comporta anche rischi o effetti collaterali per una persona anziana?



CBD per la salute degli anziani


Il cannabidiolo (CBD) è un principio attivo della pianta di cannabis ed è uno dei principali fitocannabinoidi presenti nell'intero complesso vegetale. Gli ultimi anni hanno visto un rinnovato interesse per il CBD da parte della comunitá scientifica e medica, soprattutto grazie alla scoperta della sua attività antiossidante, antinfiammatoria, analgesica e neuroprotettiva.

Il cannabidiolo ha un ottimo profilo di sicurezza, come dichiarato in un report del 2018 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e viene impiegato con successo in una grande varietà di contesti. Tuttavia è bene chiarire come il cannabidiolo (CBD) possa essere utilizzato in diverse forme e dosaggi a seconda della persona e del fine che si vuole raggiungere.

Nel caso di persone appartenenti alle cosiddette Terza e Quarta età (questi ultimi denominati anche grandi anziani) i benefici sono i medesimi. Ciò a cui bisogna sempre prestare attenzione è il quadro di salute generale, la presenza o meno di patologie e, soprattutto, una eventuale incompatibilità con farmaci che si stanno già assumendo per altre ragioni. Per informarsi a dovere, la figura di riferimento è il proprio medico curante, che può fornire tutti i consigli del caso.

Olio di CBD e anzianità


L’olio di CBD è uno dei prodotti contenenti cannabidiolo più diffusi e largamente utilizzati. Il motivo di questa diffusione è da ricercarsi nella grande versatilità d’uso. L’olio, ad esempio, può essere assunto per via orale (qualche goccia sotto alla lingua) oppure utilizzato come unguento per massaggiare delicatamente le articolazioni e la pelle.

Il modo di impiegarlo, soprattutto su Persone Anziane, dipende dal motivo per cui si è scelto di utilizzarlo. Spesso, infatti, le persone in età avanzata lamentano disturbi legati all’insonnia, dolori generalizzati, infiammazioni articolari e ansietà. L’olio di CBD può offrire un preziosissimo aiuto in tutti questi contesti.



CBD contro l’insonnia e i disturbi del sonno


Con il passare degli anni il dormire bene diventa più complicato. Le evidenze scientifiche in questo campo hanno fatto sì che la ricerca si interessasse anche alle possibilità di utilizzare il cannabidiolo per migliorare la qualità del sonno e combattere l'insonnia. Il CBD, infatti, si è dimostrato più che promettente per intervenire sui disturbi del sonno e, se assunto a basse dosi, sull'eccessiva sonnolenza diurna. Una persona anziana, con difficoltà a prendere sonno, può assumere qualche goccia di olio di CBD prima di andare a letto, evitando di prendere sonniferi convenzionali e godendo così di un sonno ristoratore.

Olio di CBD contro i dolori articolari


Dolori articolari, piccoli acciacchi, un prolungato fastidio alle ginocchia oppure ai gomiti: sono tutte condizioni abbastanza frequenti tra le persone anziane e si tratta di sensazioni dolorose con cui spesso ci si abitua a convivere. L’olio di CBD ha una spiccata azione indiretta antidolorifica. Il cannabidiolo (CBD), infatti, è in grado di ridurre la sensazione di dolore e lenire gli acciacchi. Qualche goccia di olio massaggiata sul punto dolente oppure ingerita nel corso della giornata, aiuta a stemperare il dolore e a godere di nuovo della quotidianità. Questa capacità del CBD è uno dei motivi che lo hanno reso celebre tra tutte quelle persone che, indipendentemente dall’età, soffrono di dolore cronico.

CBD come neuroprotettore


Molte persone anziane soffrono di una vasta gamma di disturbi cognitivi. Il cannabidiolo comporta benefici anche per queste particolari condizioni. Il cannabidiolo, infatti, ha dimostrato avere una potenziale azione di riduzione dello stress ossidativo che può colpire le cellule cerebrali. Questa caratteristica lo renderebbe un potenziale trattamento da affiancare alle terapie standard nell’ambito di alcune note malattie neurodegenerative, come la malattia di Parkinson o il morbo di Alzheimer.

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