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Leggende della F1: Mika Hakkinen

Per la rubrica 'Leggende della Formula 1', ci occupiamo della carriera di uno dei piloti simbolo degli anni '90: Mika Hakkinen. Mika Pauli Häkkinen (Vantaa, 28 settembre 1968) è un ex pilota automobilistico finlandese. Ha gareggiato in Formula 1 dal 1991 al 2001 correndo per Lotus e Mclaren. Con il team di Woking si è laureato Campione del Mondo nel 1998 e 1999, dimostrandosi l'avversario più arduo per il Kaiser Michael Schumacher negli anni in cui il tedesco sbaragliava la concorrenza.


Gli Inizi


Hakkinen impegnato in F3 nel 1990
Mika Häkkinen si avvicinò al mondo dei motori già da piccolissimo, alla tenera età di cinque anni, quando suo padre gli comprò un Go-Kart appartenuto al Campione Rally e suo connazionale Henri Toivonen. All'età di 10 anni il giovane finlandese vinse il primo titolo regionale, il Keimola Regional Karting Championship; successo che ripeté l'anno successivo.
Nel 1981 Häkkinen conquistò il Finnish Karting Championship, nella categoria F-mini series, titolo conquistato anche nei 5 anni successivi, passando di categoria, prima nella FN series e poi nella FA series.
Grazie ai suoi risultati nel Karting, Hakkinen riuscì ad attirare su di sé l'attenzione di Keke Rosberg, Campione del Mondo di Formula 1 nel 1982 con la Williams, che presto diventò il suo manager, sponsorizzando il finlandese in modo da garantirgli il passaggio alle competizioni a ruote scoperte.
Nel 1987 quindi Hakkinen abbandonò i Kart passando in Formula Ford 1600 in cui riuscì a vincere al primo tentativo il Campionato per somma dei punti tra i piloti finnici, svedesi e nordici (Finnish, Swedish and Nordic Champion Summary Results).
L'anno successivo partecipò per il team Dragon alle categorie Opel Lotus EuroSeries e British GM Vauxhall Series ottenendo 7 vittorie su 20 presenze più 6 pole position e classificandosi rispettivamente al 2° e al 1° Posto finale.
Nel 1989 sempre per il team Dragon partecipò al campionato britannico di F3 aggiudicandosi 2 pole position e il 7° posto nella Classifica generale con 18 punti, che gli valsero un'offerta da parte del team West Surrey Racing per cui vinse una gara nella categoria Cellnet F3 Superprix. Sempre in quell'anno il finlandese partecipò per la prima volta al Gran Premio di Macao, corsa in cui ogni anno si sfidavano i migliori piloti provenienti dalla F3 di tutto il Mondo, venendo però costretto al ritiro.
L'anno successivo Hakkinen passò definitivamente al West Surrey Racing, e grazie alla maggiore competitività della sua nuova vettura riuscì ad aggiudicarsi il titolo nel Campionato Britannico con 10 vittorie e 11 pole position su 17 partecipazioni, più altre due vittorie (senza però ottenere punti in classifica) nel Campionato Italiano e Tedesco. Nel mese di novembre partecipò di nuovo al Gp di Macao, cogliendo la pole position ma ritirandosi per incidente il giorno successivo dopo un intenso duello con il tedesco Michael Schumacher, che riuscì ad aggiudicarsi la corsa.



Formula 1


I primi anni in Lotus (1991-1992)

Grazie alle conoscenze del suo manager Rosberg, Hakkinen riuscì ad entrare in Formula 1 a soli 21 anni accordandosi con una Lotus ormai sul viale del tramonto. Debuttò quindi al volante della vettura inglese nel Gp degli Stati Uniti 1991, qualificandosi al 13° posto battendo nettamente il suo compagno Bailey, che nonostante avesse già un anno di esperienza nella massima formula alle spalle non riuscì a qualificarsi. Il finlandese riuscì a mettersi in luce anche il giorno successivo in gara, mantenendo a lungo la sua 13° posizione fino al 59° giro in cui il suo poco potente motore Judd si ruppe costringendolo al ritiro. 

Hakkinen nel Gp del Canada 1991 al volante della Lotus

Due Gran Premi più tardi, sul circuito di Imola (su cui trionfò l'anno prima in F3) Hakkinen raccolse i suoi primi 2 punti rimontando dal 25° al 5° posto finale a tre giri dal vincitore Ayrton Senna, battendo di nuovo il suo compagno Bailey, giuntò sesto al traguardo.

A questa ottima prestazione però seguirono una serie di ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti (più una mancata qualificazione nel Gran Premio di Francia) che lasciarono il finnico al 15° posto nella classifica finale al pari del giapponese Satoru Nakajima e del britannico Martin Brundle.
In quell'anno si alternarono come compagni di scuderia di Hakkinen, il già citato Bailey, l'inglese Johnny Herbert e il tedesco Michael Bartels. Nessuno di essi però riuscì a prevalere sul finlandese più che mai proiettato verso un'ottima carriera in F1.


Nel 1992 la Lotus al fianco di Hakkinen scelse il britannico Herbert, già compagno di squadra del finlandese in sette occasioni nell'anno precedente. Dopo un paio di Gran Premi deludenti corsi con la vettura del 1991, nel sesto appuntamento stagionale, grazie all'inserimento della nuova monoposto (la 107) la coppia Lotus si mise in luce in molte gare, arrivando spesso in zona punti e sfiorando in più di un'occasione il podio. In particolare Hakkinen seppe raccogliere ben 11 punti, 9 in più del compagno, frutto di due ottimi quarti posti in Francia e Ungheria che valsero al finlandese l'ottavo posto finale in classifica oltre che l'interessamento della Mclaren per ingaggiarlo l'anno successivo.


Il passaggio in Mclaren, lo schianto di Adelaide e la prima vittoria (1993-1997)

Hakkinen sulla Mclaren-Ford nel 1993
Nel 1993 Hakkinen si legò al team di Woking per cui correrà per il resto della sua carriera. Inizialmente però il suo ingaggio da pilota titolare era legato alla presenza o meno del brasiliano Ayrton Senna, deluso per il mancato passaggio in Williams, essendo l'altro posto già assegnato all'americano Michael Andretti proveniente dalla categoria americana Indycar. Senna decise di correre per la Mclaren anche in questa stagione, relegando il finlandese al ruolo di collaudatore, che coprirà fino al terz'ultimo Gran Premio dell'anno in Portogallo dove esordì al volante della vettura bianco-rossa (fino al 1995 la Mclaren avrebbe legato la sua livrea al marchio di sigarette Marlboro) al posto di Andretti, capace di raccogliere solamente un terzo posto in Italia, sul circuito di Monza (la gara monzese rappresenterà l'ultima presenza in F1 del figlio del Campione del Mondo 1978) e una serie di prestazioni deludenti che causarono la rescissione anticipata del suo contratto con la scuderia di Woking.

Alla prima occasione il finlandese sorprese tutti ponendosi davanti al tre volte Campione del Mondo Senna in qualifica, vanificando il tutto il giorno della gara, spingendo troppo nell'ultima curva e andando ad impattare contro le barriere venendo così costretto al ritiro.
Nel Gran Premio successivo in Giappone Hakkinen si rese protagonista di nuovo arrivando a podio con il terzo posto alle spalle di Senna e Prost a soli 15 secondi dal brasiliano, vincitore della gara di Suzuka. Nell'ultimo appuntamento dell'anno in Australia, dopo essersi qualificato in quinta posizione, il finlandese fu costretto al ritiro nel corso del 28° giro a causa di un problema ai freni chiudendo quindi la stagione al 15° posto con 4 punti conquistati. Nel corso di questa annata Hakkinen testò insieme a Senna il motore Lamborghini in una versione modificata della sua Mclaren (denominata MP4/8B) sui circuiti dell'Estoril e di Silverstone rimanendo impressionato dalla bontà del propulsore V12 rapportato al V8 Ford che equipaggiavano in quell'anno le vetture di Woking.


Nel 1994 Ayrton Senna abbandonò la scuderia di Ron Dennis per la Williams, così come fecero i motori Ford, che costrinsero il team di Woking ad adottare il V10 fornito dalla Peugeot, essendo fallito l'accordo con la Lamborghini. Hakkinen prese il ruolo di prima guida difendendosi egregiamente contro vetture oggettivamente più competitive della sua, raccogliendo ben 6 podi, tra cui spiccò il secondo posto nel Gran Premio del Belgio sul circuito di Spa Francorchamps.

Hakkinen sulla Mclaren-Peugeot nel 1994

Suo compagno di squadra in questa stagione fu l'inglese Martin Brundle che perse il confronto con il finlandese arrivando solo due volte a podio (2° a Montecarlo e 3° nell'ultima gara in Australia) e venendo costantemente battuto in prova.
Hakkinen fu costretto a saltare il decimo appuntamento del Mondiale in Ungheria dovendo scontare una sospensione comminatagli dalla FIA per via di un incidente che lo vide coinvolto insieme al brasiliano della Jordan Rubens Barrichello, venendo sostituito dal francese Philippe Alliot.
Nell'ultima gara dell'anno in Australia il finlandese ebbe un terribile incidente impattando con il retrotreno della sua vettura contro un muro di gomme dopo una serie di testacoda, da cui fortunatamente uscì illeso. Chiuse la stagione al quarto posto della classifica generale con 26 punti, staccando i 10 lunghezze Brundle.


Hakkinen sulla Mclaren-Mercedes nel 1995
Il 1995 fu il primo anno di collaborazione tra il team di Woking e casa fornitrice di motori Mercedes-Benz. Per accontentare lo sponsor Marlboro, Ron Dennis annunciò l'ingaggio del Campione del Mondo 1992 Nigel Mansell che insieme al confermato Hakkinen formarono una coppia che sulla carta avrebbe dovuto lottare per il titolo.
Ciò nonostante sia il finlandese che l'inglese lamentarono fin dai test pre-stagionali problemi dovuti allo spazio troppo stretto all'interno della cabina di pilotaggio che non permetteva ai piloti di poter gestire la vettura al meglio, con Mansell che decise addirittura di saltare i primi due Gran Premi per dare modo alla scuderia di Woking di sistemare questi difetti di progettazione, lasciando spazio a Mark Blundell. Con queste premesse, la stagione 1995 si presentò in salita per Hakkinen che riuscì a raccogliere soltanto 17 punti, mettendosi in luce nei Gp di Monza e Suzuka conquistando in entrambe le occasioni il secondo posto, concludendo l'annata al settimo posto. Dovette rinunciare inoltre al Gran Premio del Pacifico sul Circuito di Aida a causa di un'operazione all'appendice, venendo sostituito dal tester danese Jan Magnussen.

Nell'ultima appuntamento dell'anno sul circuito di Adelaide il finlandese durante le prove ebbe un terribile incidente che rischiò di minare non solo il suo futuro in F1 ma anche la sua stessa vita.
A causa della rottura di un pneumatico Hakkinen perse il controllo della sua vettura sbattendo pesantemente contro il muro e ferendosi gravemente nello schianto, riportando una frattura del cranio oltre che un'emorragia interna e la parziale deglutizione della lingua che causò un blocco delle vie aeree.

Hakkinen estratto dalla sua vettura dopo l'incidente nelle qualifiche di Adelaide

Grazie al tempestivo intervento del medico Sid Watkins che adoperò su di lui una cricotiroidotomia d'emergenza il finlandese riuscì a salvarsi pur perdendo molti denti e rimanendo per un paio di giorni in coma come testimoniato dal suo collega Gerhard Berger che andò a visitarlo al Royal Adelaide Hospital. Hakkinen si risvegliò il 12 novembre e dopo alcuni giorni in terapia intensiva, fu dimesso dall'ospedale. Il finnico iniziò subito la sua riabilitazione e dopo appena tre mesi dall'incidente testò la Mclaren sul circuito del Paul Ricard, dimostrando di essere pronto per riprendere la sua carriera a partire dal primo Gran Premio dell'anno successivo.


Hakkinen precede la Ferrari N°1 di Schumacher
Nel 1996 le prestazioni di Hakkinen e della sua Mclaren motorizzata Mercedes migliorarono lievemente con il finlandese e il suo nuovo compagno di squadra David Coulthard che riuscirono ad arrivare regolarmente a punti. Hakkinen in particolare riuscì a raccogliere un quinto e un quarto posto nelle prime due gare dell'anno. Seguirono tre Gran Premi senza punti con un ritiro e due ottavi posti che non abbatterono però il finlandese che nei successivi cinque appuntamenti del Mondiale ebbe un crescendo di prestazioni giungendo sempre tra i primi sei e regalandosi il primo podio stagionale in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone, preceduto dal canadese Villeneuve e dall'austriaco Berger.
Dopo un ritiro in Germania e un quarto posto nel Gp d'Ungheria Hakkinen fece la sua migliore gara sul circuito di Spa Francorchamps grazie a una azzeccata strategia su una sola sosta che lo pose in testa alla classifica finchè l'incidente dell'olandese Jos Verstappen provocò l'ingresso della Safety Car che vanificò la tattica del finlandese relegandolo al terzo posto. Grazie ad altri due podi nei Gran Premi d'Italia e Giappone Hakkinen concluse l'annata al quinto posto con 31 punti, risultato che pareva impossibile dopo l'incidente di Adelaide e che diede fiducia a tutta la scuderia su una possibile risalita al vertice per gli anni a venire.

Nonostante i contatti da parte di Benetton e Williams, Hakkinen decise di rimanere in Mclaren anche per questa stagione. A partire da quest'anno la livrea della sua vettura passò dal bianco-rosso della Marlboro all'argento e nero della West con cui la scuderia di Woking si legò fino al 2005. Le ottime prospettive dell'anno precedente vennero confermate fin dal primo Gran Premio in Australia dove il compagno di squadra David Coulthard riuscì a vincere riportando dopo 4 anni una Mclaren al primo posto della Classifica Piloti. Anche il finlandese si comportò molto bene in questa stagione cogliendo la sua prima pole position in carriera in occasione del Gran Premio del Lussemburgo e sfiorando la vittoria sui circuiti di Silverstone, A1 Ring e Nurburgring.

Hakkinen festeggia la sua prima vittoria

Le belle prestazioni del 1997 culminarono con la prima vittoria di Hakkinen nell'ultimo Gran Premio dell'anno sul circuito di Jerez dove approfittando del rallentamento del pilota della Williams Jacques Villeneuve nel corso dell'ultimo giro riuscì a superarlo andando a vincere la gara davanti al suo compagno di squadra David Coulthard e allo stesso canadese, vincitore del titolo grazie al ritiro del suo rivale Michael Schumacher con il quale ebbe una collisione durante la gara (il tedesco fu in seguito squalificato per aver cercato di mandare fuori pista il suo avversario).
Grazie ai dieci punti del primo posto e all'estromissione del tedesco dalla Classifica finale il finlandese chiuse al sesto posto con 27 punti, appaiando l'austriaco della Benetton Gerhard Berger, al suo ultimo anno in Formula 1.


I duelli con Schumacher e gli allori iridati (1998-2000)

Il duo Mclaren nel GP d'Australia 1998
La stagione 1998 rappresentò il punto di svolta della carriera di Mika Hakkinen. Grazie alla fenomenale MP4/13 progettata dall'ex tecnico aerodinamico della Williams Adrian Newey e al motore Mercedes-Benz divenuto finalmente affidabile, il finlandese riuscì a imporsi subito come favorito per il titolo vincendo quattro dei primi sei appuntamenti e issandosi in testa alla classifica con 17 punti di vantaggio sul suo compagno di squadra Coulthard e 22 sul rivale storico Schumacher.
In occasione del Gran Premio inaugurale in Australia avvenne poi un fatto curioso: avendo perso parte della sua capacità uditiva dell'orecchio destro a seguito dell'incidente del 1995, nel corso degli ultimi giri della gara di Melbourne Hakkinen rientrò ai box convinto di essere stato chiamato dal suo muretto, trovando però impreparati i suoi meccanici che non si aspettavano l'arrivo del pilota. Uscito dalla pitlane il finlandese perse il comando della corsa a favore del compagno di squadra Coulthard, ma Ron Dennis ordinò allo scozzese di restituire la posizione, ridonando il primo posto a Hakkinen, che alla fine riuscì a vincere con le Mclaren che chiusero in parata doppiando tutti.

In estate però ci fu una flessione nei risultati del finlandese che a fronte di tre vittorie consecutive del tedesco Schumacher, riuscì a difendersi solo in Austria e Germania ottenendo il primo posto, mentre problemi al cambio in Ungheria (in cui comunque riuscì ad arrivare al sesto posto) e un ritiro in Belgio portarono il ferrarista a soli sette punti da Hakkinen.
Ma fu proprio il Gran Premio di Spa a riaccendere la speranza di Hakkinen. Dopo il ritiro del finlandese Schumacher si avviò in solitaria al comando, dominando la prima parte di gara davanti alle Jordan di Damon Hill e del fratello Ralf, ma proprio quando la vittoria sembrava in tasca al tedesco, la sua Ferrari colpì in pieno Coulthard mentre si avviava al doppiaggio dello scozzese, danneggiando irrimediabilmente la sua vettura e perdendo la possibilità di superare in classifica Hakkinen, rimanendo a sette lunghezze di distanza in vista del Gran Premio d'Italia. Nella gara monzese Schumacher vinse approfittando dei problemi tecnici che infastidirono Hakkinen che arrivò comunque al quarto posto riuscendo a mantenere la vetta appaiato al ferrarista a quota 80 punti.
Il Gran Premio del Nurburgring vide Hakkinen tornare alla vittoria davanti al tedesco riportandosi in testa alla classifica con 4 punti di vantaggio in vista dell'ultima tappa dell'anno in Giappone, dove Schumacher per vincere avrebbe dovuto compiere un'impresa in virtù delle numero minore di vittorie raccolte fino a quel punto che avrebbero dato la certezza del titolo al finlandese anche con il secondo posto.

Hakkinen vince gara e titolo nel Gp del Giappone 1998
Sul circuito di Suzuka la Mclaren in gara si dimostrò notevolmente superiore alla Ferrari e il tedesco dopo essere riuscito miracolosamente ad artigliare la pole in qualifica vanificò tutto già nel giro di formazione spegnendo la vettura a causa di un problema sulla frizione della sua monoposto.
Hakkinen si limitò quindi ad amministrare la gara vincendo autorevolmente davanti all'altro ferrarista Irvine, e grazie al ritiro del rivale in classifica si aggiudicò il suo primo Mondiale con 100 punti, frutto di 13 piazzamenti tra i primi sei su 16 gran premi di cui 8 vittorie.
Nel 1998 il finlandese completò il suo anno da dominatore risultando il pilota partito più volte dalla pole position, piazzandosi per ben 9 volte davanti a tutti in qualifica.


Il 1999 si aprì con la sorprendente vittoria di Eddie Irvine nella gara inaugurale di Melbourne mentre Hakkinen mostrò subito la velocità della sua Mp4/14 contrastata però dalla fragilità di questa nuova monoposto progettata da Adrian Newey. Nelle successive sei gare però il finlandese riprese il largo in classifica grazie a 3 vittorie, un secondo ed un terzo posto e la strada per Hakkinen si fece apparentemente ancora più in discesa quando nel Gran Premio di Gran Bretagna uno sfortunato incidente tolse di mezzo per buona parte della stagione il ferrarista Michael Schumacher.

Hakkinen sulla Mclaren n°1 nel 1999

Fu proprio l'incidente del tedesco a rappresentare l'inizio del crollo in classifica del finlandese che si ritirò a Silverstone e fu costretto a rimontare dall'ultimo posto nella gara successiva in Austria a seguito di un contatto nel corso del primo giro con il suo compagno di squadra Coulthard, nel Gran Premio che rilanciò le quotazioni dell'altro pilota della Ferrari Eddie Irvine, sul quale la scuderia di Maranello concentrò tutte le sue attenzioni fino al termine della stagione. Un terribile incidente (fortunatamente senza conseguenze per il finlandese) nel Gran Premio successivo in Germania causato dal dechappamento della gomma posteriore sinistra a fronte della seconda vittoria consecutiva dell'irlandese Irvine accorciò ulteriormente il divario in classifica con la Jordan di Frentzen a coprire il ruolo di terza incomoda. Hakkinen riuscì a rialzarsi di nuovo con la vittoria nel seguente Gp d'Ungheria e con il secondo posto nel Gp del Belgio (dietro il suo compagno Coulthard) portandosi di nuovo in testa alla classifica con un punto di vantaggio su Irvine.
Nel Gran Premio d'Italia però un suo errore sul rettilineo ne provocò un testacoda che lo mise fuori gara mentre era in testa, mentre l'irlandese della Ferrari con il misero punticino dato dal sesto posto riuscì di nuovo ad appaiarlo in classifica. Storica l'immagine di Hakkinen dietro il guard rail accovacciato su se stesso in lacrime per l'errore che rischiò di pregiudicare il suo secondo titolo.
In un rocambolesco Gran Premio d'Europa sul circuito del Nurburgring il finlandese si classificò al quinto posto, mentre il suo rivale, attardato da una lunghissima sosta ai box in cui i suoi meccanici clamorosamente non riuscirono a trovare per lungo tempo la ruota posteriore destra, arrivò soltanto in settima posizione fuori dalla zona punti.

Hakkinen conferma il titolo nel 1999
In Malesia rientrò dopo una pausa di 6 gare il tedesco Michael Schumacher che subito conquistò la pole dichiarando fin dal sabato la sua intenzione di aiutare Irvine nella lotta per il titolo, cosa che puntualmente fece il giorno successivo, cedendo il primo posto all'irlandese e scortandolo fino al traguardo resistendo agli attacchi di Hakkinen, che si trovò alla vigilia dell'ultimo appuntamento del Mondiale in Giappone distanziato di 4 punti in classifica sul ferrarista.
Per il secondo anno consecutivo il Giappone vide il dominio incontrastato della Mclaren del 'finlandese volante' che si aggiudicò gara e titolo davanti ai due ferraristi con Schumacher a precedere Irvine che venne superato di nuovo in classifica vedendo sfuggire il titolo per soli 2 punti, 76 contro 74.


Più sfortunata per il finlandese fu la stagione seguente che dopo tre gare si ritrovò con 24 punti in meno rispetto a Schumacher vincitore di tutti e tre gli appuntamenti. Hakkinen non si diede per vinto inanellando una serie di 12 risultati utili consecutivi che gli permisero non solo di raggiungere il rivale ma addirittura di superarlo in classifica. Vinse infatti i Gran Premi di Spagna, Austria, Ungheria e Belgio oltre a sei secondi, un quarto ed un sesto posto mentre il rivale riuscì ad aggiudicarsi solo le gare sui circuiti del Nurburgring e Montreal ritirandosi per ben 4 volte di cui 3 consecutive. Nel Gran Premio del Belgio poi il finlandese realizzò la sua più grande impresa in questo sport, superando nel corso degli ultimi giri il suo rivale attaccandolo mentre si apprestava a doppiare la BAR del brasiliano Ricardo Zonta sul rettilineo del Kemmel.
Nelle due gare successive in Italia e Stati Uniti la Ferrari ritrovò competitività vincendo in entrambe le occasioni con Hakkinen che riuscì a difendersi solo a Monza, mentre sul circuito di Indianapolis dovette cedere alla furia del tedesco per la rottura del propulsore Mercedes.
In Giappone si decise per la terza volta consecutiva il Mondiale, con Schumacher che grazie alla tattica perfetta di Ross Brawn riuscì a superare il finlandese nel corso dell'ultima serie di pit stop regalando alla sua scuderia quel titolo piloti che mancava dal lontano 1979, mentre Hakkinen dovette accontentarsi di un altro secondo posto. Nell'ultimo Gran Premio della stagione in Malesia complice uno stop&go inflittogli per aver anticipato la partenza, il finlandese non potè fare meglio del quarto posto ottenendo come consolazione il giro più veloce della gara. Mika Hakkinen concluse il 2000 con 89 punti, 19 in meno del Campione del Mondo Michael Schumacher, al suo terzo titolo iridato dopo i due conquistati nel 1994 e 1995 al volante della Benetton.


L'improvviso ritiro dalla F1 (2001)

Gp USA 2001: L'ultima vittoria di Hakkinen
Il 2001 rappresentò l'ultimo anno del finlandese in Formula 1. La MP4/16 non era all'altezza delle vetture precedenti del team di Woking e Hakkinen non fu mai in lotta per il titolo riuscendo ad aggiudicarsi soltanto i Gran Premi di Gran Bretagna e Stati Uniti complice anche l'inaffidabilità del suo mezzo, che lo lasciò a piedi nella gara di Barcellona corso autorevolmente in testa fino all'ultimo giro, quando fu costretto a lasciare spazio al rivale di sempre Schumacher per un problema alla frizione.
In occasione del Gran Premio di Monza, concluso con l'ennesimo ritiro, il finlandese annunciò alla stampa la sua volontà di fermarsi per un anno per potersi dedicare alla sua famiglia, per poi decidere tranquillamente il suo futuro. Al suo posto la Mclaren annunciò l'ingaggio del connazionale Kimi Raikkonen proveniente dalla Sauber.
Concluse la sua ultima gara in carriera al quarto posto in Giappone, toccando quota 37 punti che lo relegarono al quinto posto nella classifica finale alle spalle dei due ferraristi, del compagno di squadra Coulthard e del fratello del Kaiser Ralf Schumacher.


Anni successivi


Hakkinen impegnato nel DTM nel 2005
Nel corso del 2004 Häkkinen annunciò il suo desiderio di tornare a correre, dapprima cercando contatti con la Williams e infine decidendo di approdare nella meno stressante categoria DTM (Deutsche Tourenwagen Masters) con l'appoggio della casa motoristica Mercedes Benz. Nel 2005, stagione del suo debutto, il finlandese non sfigurò raccogliendo una vittoria sulla pista di Spa Francorchamps e altri due podi che gli garantirono il quinto posto finale in classifica con 30 punti.
Fu quindi confermato anche per il 2006, ma l'annata fu leggermente più deludente della precedente e per Hakkinen arrivarono solo 4 piazzamenti a punti con 3 podi (due terzi e un secondo posto) che lo fecero scendere di un posto nella classifica finale con 25 punti.
Nella sua ultima stagione agonistica il finlandese ebbe una leggera ripresa, qualificandosi spesso in prima fila e artigliando ben due vittorie sul circuito del Mugello e del Lausitz, ma la sfortuna lo colpì in molte altre gare consentendogli di arrivare ai punti in altre due occasioni terminando l'annata all'ottavo posto con 22 punti. Alla fine del 2007 Hakkinen annunciò il suo ritiro definitivo dalle corse.

Contemporaneamente al suo ritorno nella categoria DTM, si alternarono diverse voci di un probabile ritorno del 'finlandese volante' in F1. Oltre al già citato contatto con la Williams nel 2004 per sostituire Juan Pablo Montoya prossimo a trasferirsi in Mclaren nella stagione successiva, fu lo stesso team di Woking a organizzare un test alla fine del 2006 ma la lunga inattività portò Hakkinen ad essere molto meno competitivo dell'inglese Lewis Hamilton che fu in seguito annunciato come secondo pilota della scuderia di Ron Dennis per il 2007.Dopo l'anno sabbatico di Häkkinen e pensionamento successivo, voci di un suo ritorno sono stati segnalati in diverse occasioni. Häkkinen era legato alla Williams nel corso della stagione 2004 a causa di Montoya andare alla McLaren-Mercedes l'anno successivo. 

Hakkinen testa la Mclaren nel 2006

Il 14 ottobre 2013 conquistò la sua ultima vittoria da pilota, imponendosi a Zhuhai in coppia col diciassettenne Matt Salomon al volante della Mercedes SLS GT3, in una gara valevole per il Campionato GT Asia Series. Il 16 marzo 2017 torna in Formula 1 nel ruolo di ambasciatore in un team Mclaren in piena crisi, lontano dai successi degli anni '90.


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