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Il Quarto Potere contro Luigi, detto “Giggino”, Di Maio

Tutti contro Luigi di Maio, soprattutto la stampa. Il candidato Premier del M5S è ormai oggetto di continui attacchi da parte della stampa nazionale che lo accusa sopratutto di scarsa preparazione. “Non ha fatto l’esame di Diritto Costituzionale, dove pensate che vada?”, parte del popolo così afferma superficialmente. In molti poi lo chiamano dispregiativamente con il nome di “Giggino”, soprannome inventato appositamente dal Presidente della Regione Campania in un gioco delle parti che si tramuta rapidamente in una caccia alle streghe mediatica.

Nessuna pubblica dichiarazione d’amore per Luigi Di Maio, che a giudizio del sottoscritto dovrebbe smettere di usare la cravatta per utilizzare  maggiormente la salviniana felpa, ma una constatazione obiettiva e volutamente priva di schieramenti o scelte politiche. I giornalisti che si affannano ad insultare la scarsa preparazione di Di Maio sono comunque spesso gli stessi che hanno incensato come intellettuale Romano Prodi, ovvero colui che fece le sedute spiritiche con la monetina e parlava con il fantasma di La Pira per farsi dire qualcosa sul sequestro Moro. Fatti che non possono creare che disagio.

A Di Maio chiedono conto di ogni esternazione di ogni suo singolo parlamentare o militante, ma nessuno di loro ha mai chiesto a Prodi: “Presidente, lei crede ai fantasmi? Le capita spesso di consultare i morti con la monetina?”.

Di Maio, invece, per la stampa è anche omosessuale e/o bisessuale (notizia riportata come se fosse un male n.d.a.) e indirettamente a capo di una sedicente lobby gay. Basta che Vittorio Sgarbi, quello che diceva di usare i video di Di Maio come lassativo, affermi che il pentastellato è omosessuale per dar vita ai più infimi istinti giornalistici. Le dichiarazioni potevano non essere minimamente pubblicizzate, ma hanno trovato in quell’apparato mediatico deviato un’occasione ghiotta. Vi era effettivamente motivo per dare spazio giornalistico ai gusti del candidato Premier o siamo di fronte a quella stessa macchina mediatica che portò nel 2009 Berlusconi a dover dar spiegazioni della sua vita intima? E’ una macchina mediatica con forti problemi che necessita di essere meglio conosciuta, lo stesso Salvini invita continuamente i suoi militanti a diffidare da quello che viene scritto sui giornali, anche al fine di evitare inutili e cattivi massacri mediatici.

E’ una macchina mediatica con forti problemi che necessita di essere meglio conosciuta, lo stesso Salvini invita continuamente i suoi militanti a diffidare da quello che viene scritto sui giornali, anche al fine di evitare inutili e Cattivi Massacri Mediatici. Il lavoro da fare è molto e necessità di tempistiche che mal si possono conciliare con il Quarto Potere.

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