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Il biotestamento da ieri è legge: cosa cambia e cosa c’è da sapere

Il biotestamento da ieri è legge. Lo ha approvato il Senato con 180 sì e da oggi è realtà. Ma cosa cambia realmente e cosa c’è da sapere?

Il Biotestamento – così come rilanciato da Agi – è un provvedimento “a lungo atteso” e Palazzo Madama ha approvato “una legge che incide profondamente sulla vita dei cittadini”. “Ciascun senatore ha espresso con forza i propri convincimenti, e ogni posizione merita il più profondo rispetto”, ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso del tradizionale scambio di auguri con la Stampa parlamentare.

Questa legge mira ad introdurre la possibilità di sottoscrivere le Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, con la previsione di poter rinunciare anche all’idratazione e alla nutrizione artificiale: 

1. Consenso informato

La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione, il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

2. Nutrizione e idratazione artificiale

Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, comprese la nutrizione e idratazione artificiali.

3. Accanimento terapeutico, sedazione profonda e abbandono cure

Il testo della legge, così modificato durante l’esame in Aula, recita: “Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente”.

4. Responsabilità del medico

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciarvi. In conseguenza di ciò, il medico è esente da responsabilità civile o penale.

5. Minori e incapaci

Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno.

6. Dat

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari attraverso l’istituzione di un fiduciario. Le Dat possono essere disattese qualora appaiano palesemente incongrue o le condizioni nel frattempo siano mutate e se siano sopraggiunte nuove terapie non prevedibili al momento della loro compilazione.

7. Pianificazione condivisa delle cure

Nella relazione tra medico e paziente, la pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

Inoltre “Grazie a questo strumento, – secondo l’Associazione Diritti Utenti e Consumatoriil cittadino potrà esprimere e veder rispettate le proprie volontà contro la violenza di trattamenti sanitari non voluti”.

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