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“La violenza sulle donne è l’espressione più vigliacca del fascismo”

“La Violenza Sulle Donne è L’espressione Più Vigliacca Del Fascismo”

“Sono convinta che se lo studio, l’analisi e la definitiva condanna al pensiero fascista fosse decisa, convinta e definitiva nella cultura italiana, a cominciare dalla scuola e dalle famiglie, molti capirebbero che il fascismo non fu e non è solo un periodo storico, ma un modo di pensare, un tentativo di sottomettere gli altri alla propria volonta di potere, di cui la violenza sulle donne è l’espressione piu vigliacca”, sono queste le parole pronunciate dalla Linguista presso l’Università degli Studi di Trento Federica Ricci Garotti sulle colonne del giornale L’Adige di Trento. Un’accusa pesante e pubblicata dal noto quotidiano domenica scorsa, proprio in concomitanza con vari eventi a tutela della donna.

“La violenza sulle donne – afferma la linguista – è figlia di questo pensiero, è la deriva moderna di un credo antico, quello fascista, a cui la cultura e la cittadinanza italiane hanno sempre guardato con leggerezza e con una certa indulgenza, evitando di prenderne le distanze in maniera definitiva e indelebile”.

A riguardo ha voluto replicare Emilio Giuliana dal suo blog: “La politica fascista ha avuto verso le donne un duplice atteggiamento: da una parte le ha collocate a casa come custodi e angeli del focolare, dall’altra le ha coinvolte nella partecipazione politica. Con interventi legislativi furono creati l’O.M.N.I. (Opera Nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia Regio Decreto n° 2277 – 10/12/1925), la Tessera Sanitaria per addetti servizi domestici – (Regio Decreto n° 1239 – 23/06/1939).  A questo si aggiunge una vera politica per la formazione della donna: essa viene istruita nell’economia domestica, nell’educazione all’infanzia, nell’assistenza sociale ed educata alla salute e a una sana maternità attraverso l’introduzione dell’educazione fisica e dello sport femminile. Nel luglio del 1930 il partito fascista iniziò a finanziare la pubblicazione bimestrale del “Giornale della Donna” di Paola Benedettini Alferazzi come organo ufficiale dei Fasci Femminili”.

Un intervento ritenuto in conclusione da Giuliana poco adatto. Lo stesso ha poi ricordato che Aristotele, l’induismo e vari filosofi a sostegno dell’erroneità delle teorie presentate dalla docente.

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