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I liceali italiani devono essere accompagnati a scuola dai genitori 

La Corte di Cassazione, con assenso del Ministro dell’Istruzione Fedeli, ha deciso che i ragazzi fino a 14 anni dovranno essere accompagnati all’entrata e all’uscita da scuola. Spesso i cambiamenti di regolamentazione che vigono nella Scuola pubblica hanno generato polemiche non poco incisive; anche questo è il caso. Le mamme hanno manifestato un dissenso a questa decisione perché, per loro, comporta diversi problemi che vanno dal lavoro alla formazione dei figli, ma procediamo gradualmente.

Una madre che lavora, ad esempio, in ufficio non si può permettere, ogni giorno, di prendere delle ore (almeno una) per andare a recuperare il figlio a scuola e, per questo, non è una cattiva madre o una persona non rispettosa della legge. Tale questione, a lungo andare, probabilmente comporterà un problema anche con le assunzioni di personale femminile nelle aziende; già la situazione è da considerarsi tragica, ma procedendo in questo senso si andrà incontro a un ulteriore peggioramento.

Altri problemi pratici di fronte a questa decisione nascono quando il ragazzo – quattordicenne – frequenta la prima superiore e, magari, non nel paese in cui vive visto che, solitamente, le scuole superiori si trovano nella città delle regioni, più che nelle provincie.

Il Ministro Fedeli ha risposto in modo insoddisfacente dicendo che, qualora la madre (o i genitori) fossero impossibilitati a raggiungere il ragazzo a scuola, sarebbe compito dei nonni aspettarli davanti all’istituto. Ancora, aggiunge la Fedeli, se i nonni fossero lontani dai nipoti, o non ci fossero, sarebbe necessario l’intervento di una baby-sitter. Concetto lineare se ci fosse una disponibilità economica tale per cui tutte le famiglie si potrebbero permettere una baby-sitter tutti i giorni feriali; facendo un semplice calcolo si arriva a stimare un dispendio di circa 200 euro al mese (ipotizzando che una baby-sitter venga pagata con il classico voucher).

In tutta questa discussione, inoltre, non è un problema minore quello dell’autonomia del ragazzo che, già alle scuole medie, potrebbe, in tranquillità recarsi a scuola da solo a piedi o in bicicletta.

Questa legge limiterebbe, di molto, i ragazzi.

La responsabile della Scuola del Pd, Simona Malpezzi, ha dichiarato: “Comprendiamo – dice – le preoccupazioni della ministra Fedeli: la sentenza della Corte di Cassazione di Firenze ha aperto una questione delicata rispetto al tema dell’uscita da scuola dei ragazzi delle medie. Tuttavia, crediamo sia necessario trovare una soluzione che consenta ai genitori di scegliere se far tornare o meno i figli da soli a casa e che liberi i dirigenti scolastici da ogni responsabilità. Per questo, assieme ai colleghi del Partito democratico in commissione Istruzione, sto preparando una proposta di legge che intervenga per risolvere una situazione che sta creando comprensibili disagi tra i genitori e il personale della scuola’’.

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