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Antitarlo naturale, per liberarsi dai tarli una volta per tutte

Sono sempre in agguato, non si è mai al sicuro. Chiunque abbia mobili in legno conosce bene quanto siano infidi i tarli e come sia difficile liberarsi di loro.

Questi piccoli animali (da non confondere con le tarme che invece del legno attaccano i vestiti) sono dei coleotteri dalle minuscole dimensioni che si cibano di cellulosa ed altri componenti del legno e che lasciano degli sgradevoli ed antiestetici fori d’uscita in ogni blocco di legno nel quale escono ad entrano.

Per liberarsi di loro esistono appositi prodotti che hanno il problema di essere spesso tossici e di avere un odore che rende insopportabile il loro uso. Per quanto in casi estremi questi prodotti si rendono indispensabili, è possibile aggredire il problema tarli preparandosi da soli dei prodotti antitarlo naturali, meno tossici e dall’odore meno forte di quelli chimici, sicuramente molto più rispettosi dell’ambiente.

Trascurare il problema dei tarli può arrivare ad avere conseguenze molto più gravi di quello che ci si potrebbe immaginare. Al di là del mero fatto estetico, i mobili potrebbero infatti diventare inutilizzabili e buttare via un mobile non è mai bello, a maggior ragione se pregiato o addirittura antico.

Ma niente panico, i metodi naturali per vincere la lotta contro i tarli esistono e funzionano, andiamo a scoprirli.

Una pulizia efficace è la migliore prevenzione

La prima cosa da fare è darsi da fare con la prevenzione. Se i tarli non sono ancora arrivati sui vostri mobili, questi piccoli accorgimenti li terranno lontani, se fossero già presenti ed attivi in questo modo limiteremo la loro diffusione aumentando l’efficacia dei prodotti e delle tecniche che vedremo successivamente (e salveremo i mobili sani da un possibile, e verosimile, attacco da parte di questi animaletti).

La pulizia dei mobili è fondamentale per tenere i tarli lontani dal legno, e non stiamo parlando di spolverare regolarmente gli oggetti ma di avere profonda cura del legno. I tarli preferiscono i legni grezzi, non trattati e scappano da alcuni particolari aromi. Perfetto quindi per tenerli lontani tamponare il mobile, dopo la pulizia, con un composto fatto da una parte di acqua, due parti di vodka e due parti di olio essenziale di cedro o eucalipto.

Bisogna fare attenzione a tamponare con un batuffolo di cotone tutto il mobile, compreso il retro, gli interni e le parti non in vista, dal momento che basta veramente poco perché i piccoli mangiatori di legno riescano a trovare un pertugio da cui passare.

Per completare la pulizia ed essere certi di aver fatto tutto il possibile in quanto a prevenzione bisogna, almeno una volta all’anno lucidare il mobile e visto che abbiamo scelto la strada naturale, dobbiamo farlo utilizzando cera d’api.

Anche in questo passaggio non bisogna trascurare alcun angolo nascosto del mobile, interni compresi: se la lucidatura di solito si fa per ragioni estetiche, noi la faremo anche perché, come accennato prima, i tarli non amano i legni trattati.

Ma cosa fare se i tarli sono ormai di casa?

Se i piccoli coleotteri si dovessero essere già installati nel legno, bisognerà agire in modo più pesante.

Prima di iniziare uno dei due trattamenti che andremo a vedere, dovremo per quanto possibile smontare il mobile in modo da poter lavorare più agevolmente e soprattutto in modo da fare un trattamento più efficiente.

Purtroppo, se non si riesce a raggiungere la profondità del legno, il trattamento antitarlo risulta solo parzialmente efficace, per questo è importante cercare di raggiungere il cuore di ogni singolo pezzo.

Antitarlo naturale: Ammoniaca…ma funziona?

Un prodotto facilmente reperibile, naturale seppur tossico (ma d’altra parte serve qualcosa che uccida i tarli) è l’ammoniaca, un antitarlo naturale. Il più grosso svantaggio dell’uso dell’ammoniaca come antitarlo è che potrebbe rovinare irrimediabilmente il legno.

La sostanza viene infatti utilizzata anche per invecchiare i mobili, proprio per le sue capacità di agire con le sostanze naturalmente presenti in alcuni tipi di legno, per cui è obbligatorio controllare prima se è compatibile con il nostro mobile.

Il metodo di impiego è abbastanza semplice nel funzionamento e consiste nel creare una sorta di camera a gas. Bisogna andare a creare un’intelaiatura al centro della quale bisogna piazzare il legno da trattare. Sotto l’intelaiatura verrà piazzata una vaschetta contenente ammoniaca pura ed il tutto verrà ricoperto con nylon sigillando al massimo ogni fessura.

Bisogna lasciare andare l’ammoniaca per una giornata, se si fa l’operazione in inverno, mentre in estate bastano poche ore. Si raccomanda di dotarsi di mascherina e guanti per l’operazione vista la tossicità dell’ammoniaca.

Questo metodo è molto diffuso, tuttavia ha due svantaggi: il primo è quello citato dell’interazione dell’ammoniaca con le sostanze del legno, che potrebbe portare a cambiamenti drastici nell’aspetto del mobile. Il secondo è che purtroppo, se non si riesce a smontare il mobile a dovere, i vapori di ammoniaca non saranno in grado di raggiungere la profondità del legno e quindi l’efficacia contro i tarli sarà molto limitata.

I sali borici di potassio come alternativa

Un’alternativa efficace all’ammoniaca, più simile alla classica permetrina usata come base nei prodotti chimici anti tarlo, sono i prodotti industriali naturali, che per essere tali devono riportare in etichetta la dicitura “100% naturale”. Si tratta di composti che contengono esclusivamente sostanze di origine vegetale e minerale, nei quali il ruolo da killer di coleotteri è interpretato dai sali borici di potassio. Sul mercato la scelta è vasta, per un prodotto assolutamente green bisogna sincerarsi che non siano contenute sostanze derivate dal petrolio.

La modalità di applicazione di questi antitarli naturali è un po’ più complessa di quella dell’ammoniaca: dopo aver pulito bene i pezzi del mobile, sarebbe opportuno soffiare con un compressore dentro ai canali scavati dai tarli per liberarli da eventuali ostacoli.

Armati poi di siringa e pennello, ed indossando guanti e mascherina, si va a spennellare con l’antitarlo tutta la superficie del legno, per poi iniettare il prodotto con molta delicatezza nei canali scavati dagli animaletti. Finito questo processo bisogna avvolgere i singoli pezzi con del cellophane, per simulare un po’ l’effetto “camera a gas” spiegato prima. Se questo non fosse possibile, si può, come alternativa, avvolgere l’interno mobile con un nylon da chiudere bene come era stato fatto usando l’ammoniaca.

L’uso di antitarli ai sali borici di potassio è molto efficace è spesso permette di avere risultati migliori rispetto all’uso dell’ammoniaca. Inoltre non c’è nessun rischio di alterare l’aspetto del mobile o peggio ancora di rovinarlo in modo irrimediabile.

Se con questi due metodi non foste riusciti ad ottenere risultati soddisfacenti il motivo è spesso il fatto che è molto difficile riuscire a penetrare alla profondità necessaria per un’azione efficace.

In questo caso non resta purtroppo che portare il mobile da un professionista. Qui il mobile verrà trattato con tecniche non riproducibili se non in laboratorio, come ad esempio il congelamento o la disinfestazione tramite calore. Il mobile risulterà definitivamente liberato dai fastidiosi tarli.

A noi non resterà quindi che prendercene cura per impedire una successiva ricolonizzazione da parte di questi noiosi animaletti.

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