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Sulla vicenda depurazione

Il nuovo terremoto giudiziario riguardante la depurazione degli scarichi fognari in Costiera Amalfitana sembra scoperchiare il cosiddetto "Vaso di Pandora" ed in realtà un po' lo fa, anche se in fondo tutto Quello Che è stato riscontrato dalla Procura Della Repubblica di Salerno si poteva già prevedere. Che nessun depuratore in Costiera sia a norma lo immaginavamo tutti, altrimenti non si sarebbero potute spiegare una serie di fenomeni soprattutto estivi che vanno dalle famigerate "maree colorate" estive agli insopportabili miasmi che si elevano nelle vicinanze degli impianti.

Altrettanto inspiegabile è il fatto che mai fino al passato Molto recente, nessuno si sia mai premurato di assumersi la responsabilità politica di ricercare una soluzione a questo atavico problema che ci trasciniamo da decenni e che solo oggi è sfociato in questa inchiesta giudiziaria che, facendo giustamente riferimento al periodo di tempo collegato alle indagini effettuate, di fatto va ad intercettare un numero molto minore di responsabilità che moralmente non escludono nessuno, né i tecnici che erano tenuto a provvedere alla corretta funzionalità dell'impianto (per la quale tra l'altro gli utenti pagano) né i sindaci che non hanno saputo vigilare o comunque ricercare forme di investimento in grado di perfezionare ed ottimizzare i depuratori.

Ed è proprio questo il punto fondamentale a cui ha fatto riferimento il Procuratore della Repubblica quando ha dichiarato in conferenza stampa che molto maggiori sono le responsabilità materiali e morali di chi in passato non ha vigilato, rispetto a chi oggi, in qualità di ultimo arrivato, si ritrova con il "Cerino in mano"; punto questo tra l'altro ufficialmente condiviso anche dal Primo Cittadino di Vietri, unico Comune virtuoso in tema di depurazione.

Sento anche molto parlare di "impatto mediatico" che questa inchiesta potrebbe avere magari verso il turismo, ma non me ne preoccupo. Il rischio futuro è scongiurato dall'intervento di potenziamento già appaltato che a breve si andrà a realizzare; inoltre il "sistema informazione" attuale basato su ondate di notizie che si susseguono farà sì che tra qualche giorno di questa vicenda non si parlerà più. Quello che più mi preoccupa però riguarda il danno che già è stato subìto da chi nell'ultimo ventennio inconsapevolmente ha balneato, ha pescato, è andato a caccia di frutti di mare ed ha svolto ogni più disparata attività collegata al mare.

La mia più grande speranza oggi è che l'iter burocratico già di per se complicato dei lavori già appaltati sul depuratore, non subisca dei rallentamenti a causa di questo sequestro. Questa ipotesi avrebbe una doppia gravità in quanto al danno si aggiungerebbe la beffa. Se tale situazione si dovesse palesare, ancora una volta ci ritroveremo davanti ad una situazione purtroppo già nota e che vede un'intera comunità ancora ostaggio degli errori del passato e vittima di distrazioni, inerzie e superficialità direttamente provenienti da altre epoche le quali, attraverso virtuali macchine del tempo, piovono addosso al presente senza possibilità di scampo.

Incrociamo le dita!



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