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Un ministero non è un'impresa

Per ragioni professionali, mi capita spesso di consultare il sito ufficiale del Ministero Della Giustizia. Nei giorni scorsi, per puro caso, ho notato che è stato pubblicato un comunicato in cui si ringrazia pubblicamente una certa società di consulenza aziendale per il contributo fornito nell'approntare un efficace progetto di revisione e razionalizzazione della spesa dell'ufficio. Pur dando atto che la suddetta società ha fornito la prestazione a titolo gratuito, non posso che provare un senso di tristezza nel leggere il comunicato ministeriale. Innanzitutto, mi lascia perplesso che il Ministero della Giustizia abbia scelto di avvalersi di un soggetto estero per affrontare una questione avente rilievo prettamente nazionale, escludendo quasi a priori che vi siano strutture nostrane che potessero essere in grado di fornire il medesimo servizio nell'interesse del nostro Paese. E' necessario aggiungere, poi, che la società di consulenza lodata dal Dicastero opera professionalmente, sul piano internazionale, per fornire consulenze in ambito aziendale ed in materia di bilancio. In buona sostanza, si tratta di un operatore al servizio del mondo delle imprese e, come tale, deve necessariamente agire secondo l'ottica del profitto, della concorrenza e della razionalizzazione dei costi. E' lecito chiedersi, quindi, se tale esperienza sia utile per quanto riguarda la riorganizzazione di una Pubblica Amministrazione che, in ragione del proprio ruolo, non è chiamata ad operare in base ai medesimi principi che reggono un'impresa. Lo scopo della Pubbliche Amministrazioni, infatti, è rappresentato dall'erogazione di servizi. Se l'organizzazione dello Stato e dei suoi uffici deve tendere ad imitare quella delle imprese, si corre il rischio di compromettere la visione politica secondo cui il servizio dev'essere erogato. Si tratta, infatti, di un modus operandi all'insegna del soddisfacimento dei bisogni collettivi, prescindendo dallo loro opportunità economica e dalla convenienza da parte dell'erogante. Pur non dovendo giungere al depauperamento delle risorse pubbliche, l'Amministrazione non può trascurare le proprie finalità istituzionali, aspetto essenziale affinché una comunità politica possa fregiarsi della qualifica di Stato sociale.


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