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Sensazioni, semplificazioni, sguardi.

(Pezzo scritto di getto)

mappamondo

 

Hai visto quella gigantesca imponente linea d’acqua ripresa dall’alto di un elicottero, avanza come una belva feroce quando si è prodotta nel suo scatto felino, non può più fermarsi, s’è messa a divorare tutto quello spazio con le sue fauci bianche e spumeggianti, la Terra a un palmo si fa sempre più piccola e attende, ora preda senza più scampo.

Ed eccola balzare, penetrare nel profondo, spazzando, triturando, sbrindellando vite e palazzi come fossero di cartapesta e quella barca violentata e accartocciata addosso al ponte. Ha tremato la terra prima, hanno dondolato le case, la gente è fuggita e riversata per le strade, gridava! Poi è arrivata la calma e dopo la calma il mostro d’acqua.

Quel paese del sole che s’alza a levante, d’un silenzioso dolore lontano, di migliaia di corpi rovesciati in lande ora desolate, d’incombente disastro che ancor non si tace, per quel vento radioattivo sempre più sveglio, che  vuole affatto accucciarsi, è ancora la terza potenza economica mondiale.

S’è piegato, il Giappone, come si piegarono le terre lambite dall’oceano indiano nel 2004, come si piegò Valdivia nel 1960, nulla ha potuto la tecnologia, la preparazione, contro un evento di questa portata.

Vedi allora, tutti quei castelli di sabbia e arroganza che ci fabbrichiamo, tutta quell’aria da primi della classe, tutte quelle piccole lotte che si consumano in Ogni Dove, di quei microbi umani che si contendono fette di spazio;  sali sull’elicottero, e se non è bastante proiettati ancor più in alto, immagina di essere su un reattore cosmico, sali, fino a dove le stelle sono stelle e basta, dove c’è nero nero: guarda davvero ora, guarda che scaracchio di materia sia la terra e che scaracchio di galassia sia la nostra che galleggia assieme a miliardi d’altri scaracchi, guarda e non dimenticare mai ciò che hai visto perché devi  confessarlo alla tua arroganza.

Terra non fai altro che tremare, scosse in ogni dove, sommovimenti di crosta e finanza, esplosioni di bolle speculative e rivolte, a vederti ora, da qui a un paio di decenni fa, m’appari un colabrodo, o forse lo sei sempre stata, solo che ora ti misuriamo meglio e raccogliamo le statistiche e riuniamo in numeri quelle che furono anime.

Chi ti pensa e ti proietta nell’apocalittico scenario 2012, Chi Vede i segni della fine, nel Dio severo che arriva a punire e sterminare i corrotti e cattivi infedeli, chi vede H.A.A.R.P e le strategie di controllo geopolitico grazie al potere del clima, sai terra, sono giorni che a Milano non smette mai di piovere, e pochi giorni fa un mio amico in Inghilterra mi ha detto che da lì andava via, mi ha detto di nuovi scenari da incubo che verranno, e mi ha raccontato dei segni che ha visto, di indiani che lasciavano le loro valige in strada e correvano a prendere un aereo per tornare a casa, perché sembra che qualcuno che non sbaglia mai (e con lui altri) abbia parlato e abbia detto questa cosa qua che accadrà nel tuo grembo.

Dimmelo tu, terra, che sta succedendo, dimmelo tu come siamo arrivati a questo punto, se sono io a vedere polveriere in ogni dove, se sono io a non voler essere ottimista, a guardarti come facevo da bambino, cullato dal sole puro della mia terra natia, confessami dove stiamo andando e che ne sarà di noi, che mai ne sarà di te!

Davide



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