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BREXIT, EURO, CUBA 27/6


Giovedi sera, dopo una afosissima e faticosa giornata a tirare il carretto in palestra, sono andato a dormire con gli Angli che facevano parte del vecchio continente, venerdi mattina mi sono svegliato coi Pitti che erano scappati fuori.
Sono arrivato in palestra venerdi intorno all'ora di pranzo, ho trovato alcuni clienti che parlavano proprio di questa brexit.
Due operai della Alenia, uno studente, una insegnante, un turnista in fonderia e un magazziniere che disquisivano sulle strategie economiche del pianeta....
Ovviamente, da buon padrone di casa, mi sono inserito nella discussione, senza sapere bene cosa dire, non so bene cosa comportera' questa uscita nella nostra vita di tutti i giorni.
Il pezzo del Fratello Gramellini inquadra in pieno il problema; la generazione dei Beatles, degli Stones e quella dei Sex Pistols, quelle che dovevano cambiare il mondo per renderlo un posto migliore, sono state il cemento su cui si e' fondato quel tipo di risultato elettorale.
I giovani, le nuove leve, invece hanno votato per rimanere in Europa.
Cioe' chi ha poco terreno ancora da percorrere ha deciso anche e sopratutto per chi ha tutta una vita davanti.
Ora leggo che, per ragioni che trovo assolutamente misteriose, anche da noi dovremo fare una cosa simile, magari anche solo per fare un dispetto al putto fiorentino.
Contrariamente a cio' che pensa il mio partito e a quanto dichiarato da Rizzo io sono e resto un convinto europeista.
Certo questa Europa delle banche non mi piace, ci vuole, e subito, una Europa dei popoli.
Ho girato troppo mondo, visto troppa gente, amato troppe donne, fatto troppi lavori per pensare di rimettere in piedi le frontiere e tornare ognuno a farsi amabilmente i cazzi suoi.
In questi anni di lavoro a Jesolo, in strutture internazionali ho potuto vedere come i giovani europei oggi non vogliono piu' che nessuno decida per loro.
Gli ungheresi, sloveni, inglesi, francesi, greci, italiani vogliono tutti essere parte di una stessa casa, che si chiama Europa.
Cosa facciamo?
Prima torniamo agli stati nazionali e poi all'Italia dei comuni come vorrebbe quell'altro genio di Salvini?
L'Euro ci ha impoveriti?
Forse....ma forse e' anche tutto un'alibi.
Sicuramente ci volevano piu' controlli, perche' una cosa che costava 1000 lire non arrivasse, il giorno dopo, a costare un'euro.
Nella mia vita non so quanta incidenza tutto questo abbia avuto, so soltanto che, senza l'euro, Cuba mi sarebbe costata, con la nostra liretta, infinitamente di piu'.
Forse voi vi siete dimenticati quando per una notte, parlo di Tunas, spendevo 50 mila lire perche' il dollaro era a 2500 e oltre.
Col cazzo che con la lira avrei comprato casa e fatto tante cose che ho potuto fare godendo i privilegi di una moneta forte.
Ce ne stiamo accorgendo da un po' qual'e' la differenza fra il cambiare a 1.38 piuttosto che a 1.05....o sbaglio?
Ho pochi punti fermi e poche convinzioni nella mia vita; voglio giocare a calcio fino a 60 anni, voglio morire non in un fetido letto ma, se possibile, a cavallo di fregna, non credo che l'uomo sia mai andato sulla luna e non posso pensare che per 8 anni dabliu abbia governato il paese piu' importante al mondo.
L'altra convinzione che ho e' quella che non voglio tornare a prima dell'Europa.
Ripeto l'unione deve cambiare, avvicinarsi alla gente, informarla di cosa vuol dire essere parte di una comunita', evitare come e' successo nel regno disunito che ci sia una lotta generazionale fra chi ha paura del futuro e chi invece il futuro vuole giocarselo.
Cosa accadra' non lo so, so soltanto che il primo novembre parto per Cuba.
Speriamo che per quella data gli aerei volino ancora, Cuba sia dove l'ho lasciata, Ventura lo abbiano gia' sfanculato e qualcuno abbia rubato lo smartphone a Renzi.

In fondo non chiedo molto.....


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