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DIAZ-CANEL




Diaz-Canel.
Alla fine, malgrado qualche sussurro su opzioni differenti, le cose sono andate come dovevano andare.
In realta, probabilmente almeno da un paio d'anni i giochi erano fatti; 5 anni fa Raul aveva detto forte e chiaro che nel 2018, precisamente a febbraio, avrebbe passato la mano, poi i disastri provocati da Irma e las medidas da prendere hanno prolungato la precedente legislatura di un paio di mesi, ma si e' trattato di un dettaglio.
Era scritto che toccasse a Miguel, anche se di “delfini” nei decenni se ne sono bruciati parecchi.
Ultimi in ordine di tempo, a seguito delle epurazioni di Raul nei confronti dei puttanieri ladroni che circondavano il fratello, erano stati Lage e Perez Roque.
Sono anni che vorrei mettere le mani su un certo video di Lage, quello che poi lo ha inchiodato dove lui....ma lasciamo stare....vorrei ancora rientrare a Cuba, se possibile.
In realta' il punto di forza di Diaz-Canel e' stato quello di non farla mai fuori dal vaso, mantenendo sempre un profilo basso, venendo ogni volta uno o due passi indietro rispetto a Raul.
Perche' sia chiaro che il nuovo Presidente e' una creatura di Raul da cui, oltre alle idee, eredita pure un certo stile sobrio e misurato.
Difficilmente sentiremo lunghi discorsi, come il suo predecessore Diaz-Canel viene quasi subito al punto senza i mille giri attorno come faceva Fidel.
Ecco forse Fidel avrebbe fatto scelte differenti, magari si sarebbe indirizzato verso un personaggio con un bagaglio culturale piu' ricco e variegato.
Ho sentito parlare Diaz-Canel ad un atto a Las Tunas due o tre anni fa, un discorso di non piu' di 15 minuti.
Un tipo tosto, senza troppi fronzoli, severo senza essere un sepolcro imbiancato, insomma mi fece una buona impressione.
Ha fatto la sua brava gavetta all'interno del partido partendo da S.Clara, arrivando a La Habana.
Ancora una volta Cuba sara' guidata da un non habanero, dopo 2 della citta' invincibile ora tocca ad un villaclarense.
Ho letto alcuni commenti su Cubadebate dopo la sua elezione; i commentatori, gente comune, lo indicava come uomo del popolo raccontando aneddoti dove veniva ricordato come una persona alla buona, uno come loro.
Fidel e Raul erano....Fidel e Raul...Diaz-Canel dovra' per forza percorrere altre strade per riuscire ad entrare nel cuore dei cubani, potrebbe non essere cosi' semplice.
Intanto non e' un militare, quindi la divisa verdeoliva che abbiamo visto mille volte addosso ai 2 fratelli, dovrebbe finire in cantina.
Non solo non ha fatto la Rivoluzione, ma e' nato l'anno successivo della presa di potere da parte di Fidel ed i suoi.
Forse l'accostamento piu' azzeccato che ho letto e' quello a Camilo, anche se sono passati 60 anni e certi paragoni reggono poco, cambiato il mondo, cambiata la gente.
Ne ho parlato con alcuni amici durante l'ultimo viaggio, come ho gia' scritto la gente vede in Raul il puparo e in Diaz-Canel la marionetta.
Non ne sarei cosi' sicuro.
Certamente Raul, che restera' a capo del PCC fino al 2021, sara' sicuramente una sorta di tutor, dopo 60 anni di Castro mi sembra una cosa tutto sommato normale, ma piano piano vedrete che il buon Miguel imparera' a camminare con le proprie gambe.
Quando Fidel ha dovuto farsi da parte...lo ha fatto sul serio pur continuando a far sentire, in qualche modo, la propria voce, lo stesso fara' Raul.
Vedremo le future scelte che fara' il nuovo Presidente, iniziando da quella del suo staff di governo e dalla conferma o meno di Bruno Rodriguez come cancelliere, in pratica potente ministro degli esteri.
Non sono in grado di sapere quali forze si annidino nel Comitato Centrale del Partido ne di quali battaglie dovra' combattere il nuovo Presidente per conquistarsi il suo spazio di autonomia.
Solo il tempo ci raccontera' quale futuro attende Cuba.
Buon lavoro Compagno Presidente


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