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IL SANTO

 Risultati immagini per babalawo cubano

Il pezzo settimanale scritto da Zarlatti ha anticipato un argomento di cui, a breve, avrei voluto parlarvi.
Durante i miei ultimi viaggi, Sempre di piu', ho visto stranieri a Cuba che “facevano il Santo”.
La premessa e' doverosa.
Come ho piu' volte detto pur rispettando chiunque senta il bisogno di una religione, sono ateo.
Fino a quando qualcuno non mi dimostrera' l'esistenza di un'entita' superiore senza tirare in ballo la fede, non ho intenzione di modificare questo stato di cose.
Se mai qualcuno riuscira' a convincermi del contrario, restera' sempre in me una netta divisione fra Cristo e i preti, Allah e gli Imam, gli Orishas e i babalawo.
Non riesco, pur impegnandomi, a capire perche' un commercialista di Carugate o un verduriere di Coazze debbano andare in giro per mesi conciati di bianco rispettando tutta una serie di regole perlomeno bislacche.
A oriente questa pratica e' molto diffusa, ho conosciuto un paio di questi babalawo, con la loro canottierina bianca attillata, da loro un'auto usata non la comprerei.
C'e' anche da dire che noi cattolici, a livello di questi riti, non ci siamo mai fatti mancare nulla; dalla vendita delle indulgenze, alle processioni nel sud Italia dove la gente si autoflagella mentre porta a spalle la statua della Madonna.
Ancora oggi, 2017, quasi 2018.
A Cuba questa cosa di farsi Santo e' un colossale negocio in mano a gentaglia avida e paracula.
Per mettere in piedi il meccanismo occorrono, almeno a Tunas, dai 1500 ai 2000 cuc, minimo, e questo senza tutte le menate con animali, i vestiti ed altre cose simili.
Ognuno della sua fede....e dei suoi Soldi puo' fare cio' che vuole, ma da osservatore del mio tempo trovo perlomeno curioso vedere chi dovrebbe essere nato in un paese civile, andato in buone scuole, messo su una famiglia, fatto un buon lavoro, conciato di bianco con la faccia di chi sta' compiendo una missione divina.
Capisco i cubani.
Le tribolazioni del quotidiano, come accade anche da noi, portano spesso le persone a richiedere un intervento divino, per i cubani e' una abitudine consolidata.
C'e' un problema da risolvere? Soldi che si spera entrino? Tirare un malocchio alla tal persona? Sperare nell'arrivo de los papeles per andare all'exterior?
Nessun problema....c'e' sempre la santona o comunque la tizia, o il tizio che, sotto compenso, offre le risposte giuste che, come avviene in ogni Wanda Marchi che si rispetti, sono sempre sibilline e possono avere mille interpretazioni.
Non ho i dati su quanto fatturi il settore “Sacro” a Cuba ma sicuramente sono bei soldini.
La prima Fanciulla Che invitai in Italia, oramai 13 anni fa, arrivo' con una piccola valigia con dentro 3 aggeggi di santeria, neanche una mutanda, solo quello.
Una fanciulla che ho frequentato a Cuba si rivolgeva alle santone per ogni minima cazzata del vivere quotidiano.
Condivido poi l'indignazione di Zarlatti per le migliaia di sacrifici di animali che si compiono sull'isla, per adempiere alle indicazioni della truffatrice di turno.
Cosa cazzo c'entrano quelle povere bestiole se ancora non arrivano los papeles per l'uscita in exterior?
Ho conosciuto un paio di italiani che giravano tutti vestiti di bianco, uno ci credeva veramente, ho evitato di discuterci come evito di farlo col cattolico convinto che ogni crimine venga mondato soltanto a seguito di una confessione....con un prete.
L'altro mi racconto' di averlo fatto per la famiglia della moglie, ovviamente il babalawo era uno di famiglia, ovviamente, i soldi andavano alla famiglia che poi avrebbe pensato a girarli allo stregone.
Ovviamente ognuno e' dueno del proprio borsillo ma dare cosi' tanti soldi a 4 puttanieri, fancazzisti e scansafatiche mi sembra davvero troppo.
Perfino per un commercialista di Carugate o un verduriere di Coazze.

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