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RIPARTE LA SCUOLA


Anche Questo settembre, da entrambi i lati del bloqueo, e' finalmente iniziata la Scuola.
Ho ricordi nitidi di quegli anni.
Dalla curiosita' di conoscere mille cose delle elementari al piacere di ritrovare i compagni delle medie, dal fancazzismo delle superiori Dove fra scioperi, cortei ed occupazioni non si faceva una mazza fino a febbraio alla consapevolezza di costruirmi un futuro dei tempi dell'Isef.
Il mio percorso scolastico e' terminato con la laurea in scienze motorie presa a Lione, quando in Italia quel titolo di studio era ancora una lontana chimera.
Guardo con malcelata invidia i ragazzi che vanno a scuola, erano tempi magici; preoccupazioni vere zero, una vita davanti e le speranze di riuscire a trovare il mio angolino nel mondo.
Tutto sommato e' andata anche bene.
Ho molti ragazzi/e in palestra che in questi giorni ritornano sui banchi, non so a quali prospettive andranno incontro in questo che, qualcuno (bonta' sua) definisce il miglior paese al mondo dove vivere.
Una disoccupazione giovanile sopra il 50% dovrebbe far tremare i polsi ad ogni genitore degno di questo titolo.
Avessi un figlio con madre cubana, potessi scegliere dove farlo crescere, non sono sicuro che opterei per questo lato del bloqueo, forse CON ME ALLE SPALLE, opterei per un paese dove tutto e' da fare piuttosto che uno dove tutto e' stato fatto...ma di questo magari ne riparleremo in futuro.
Anche a Cuba i ragazzi sono tornati a scuola, a Tunas abito vicino ad una primaria e una secondaria, visto che non amo svegliarmi troppo tardi, ogni mattina sorseggio il caffe' seduto sul balance nel portal guardando tutta questa umanita' fatta di bambini, ragazzi e genitori che, con ogni mezzo, raggiungono le scuole.
L'impressione e' che siano decisamente piu' felici di noi e dei nostri ragazzi.
Sicuramente hanno meno cose materiali con cui sollazzarsi ma proprio per questo, al primo posto, resistono i contatti umani e le amicizie reali al posto di quelle virtuali che, diciamocelo, non valgono una beata minchia.
Una cosa e' certa; a Cuba esiste ancora quel sodalizio stretto fra scuola e famiglia che, lavorando all'unisono, cercano di far crescere il ragazzo nel modo migliore possibile.
Da noi quel sodalizio e' rotto da anni.
Quando andavo a scuola io, se la maestra o la professoressa mi dava una nota (accadeva spesso perche' non era esattamente un cherubino) a casa....mi aspettava il resto.
I miei genitori mai si sarebbero sognati di mettere in discussione l'operato del docente, ero io che avevo fatto casino e mi meritavo la punizione.
Quindi oltre alle conseguenze scolastiche, niente paghetta, uscite pomeridiane o altri benefit dell'epoca.
Oggi se il ragazzo arriva a casa con la nota, il genitore parte lancia in testa per andare a chiedere spiegazioni al professore, convinto che si sia perpetrato il delitto di lesa maesta' nei confronti del piccolo Zichichi che gira per casa.
Allo stesso modo, se l'allenatore della squadra di calcio lascia fuori il figlio non e' perche' lo stesso e' un autentico pippone, ma e' il mister, incapace, che non capisce di avere per le mani il Maradona dei giorni nostri.....
Probabilmente il sistema scolastico cubano e' meno qualificante nei contenuti, rispetto al nostro ma l'impressione e' che, almeno vedendo uscire sorridenti i ragazzi da scuola, la scuola stessa sia vissuta meglio, senza troppo stress, privilegiando, ripeto, i rapporti interpersonali rispetto dal passare le ore a pigiare i tasti su una pinga di telefonino.
Fra l'altro....se avesse frequentato il vostro umile scriba una secondaria o una preuniversitaria cubana....con quelle fanciulle e quelle gonne corte...beh...non so davvero quanto sarebbe riuscito a studiare.
Iniziato l'anno scolastico anche da noi, coi presidi che devono fare gli sceriffi e i carabinieri fuori dalle scuole, chiamati dalle famiglie dei figli a cui era stato impedito l'ingresso per la menata dei vaccini.
Una mia compagna all'Isef e' diventata di ruolo lo scorso anno, dopo 30 anni di precariato.
Siamo davvero, come dice, qualcuno, il miglior paese al mondo...
Vabbe'....pensiamo a lavorare.....lavoro fra l'altro che e' figlio delle scelte scolastiche fatte decenni fa, anche questo privilegio di pochi.


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