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SAN LORENZO - L'ANIMA DI ROMA (E NON SOLO)


Se i Fori e il Camidoglio sono la storia di Roma, Piazza di Spagna con il Tridente il salotto, San Lorenzo è l'anima di Roma ma non solo di Roma.
Abbiamo già avuto modo di parlare del quartiere dove si trova San Lorenzo Guest House, ma qualche altro approfondimento è d'obbligo.
La zona di San Lorenzo misura in totale poco più di 30 ettarai, mezzo kilometro quadrato includendoci la parte a nord della Via Tiburtina. Eppure questa piccola zona ha avuto una influenza enorme sulla storia contemporanea, e non solo quella italiana.

Nota: quelle che seguono sono osservazioni derivanti da mie opinioni personali. Come tali esse sono criticabili e ogni visione alternativa è ben accetta. 


E' una ovvia verità che ogni luogo è diverso dall'altro, ma vi sono alcuni posti che, quando vi si è stati con lo spirito pronto ad accoglierli e a comprenderli, ci lasciano una traccia profonda. San Lorenzo è uno di quei posti. Ma cosa ha di speciale?
Ricordo ancora l'anno accademico 1977/78. Il fermento nelle università, che dopo il caldissimo '68, si era un poco acquietato, era esploso nuovamente con il fenomeno del Movimento. Alle proteste nelle università si era presto affiancato il fenomeno terroristico, sia rosso che nero, che raggiunse il suo apice proprio nel corso di quell'anno, con il rapimento, e successiva uccisione, di Aldo Moro il 16 marzo 1978 (esattamente un anno dopo sarebbe nata mia figlia). In quell'anno frequentavo il corso di disegno industriale nelle aule di Via Tiburtina. Per me, negato nel disegno, era un'autentica tortura ma frequentavo ogni lezione proprio per riuscire a passare un esame che per me era uno scoglio durissimo. Ogni volta che mi recavo a lezione, osservavo quei palazzi aldilà della stretta striscia di asfalto di Via Tiburtina. Per me, studente di ingegneria e quindi un po' fuori dal mondo e proveniente da un normale quartiere residenziale, erano una zona da "hic sunt leones", la maniera in cui gli antichi Romani definivano lezone inesplorate dell'Africa. Era la zona di Autonomia Operaia, del Collettivo di Via dei Volsci, di Radio Onda Rossa, insomma della rivoluzione, cosa che non apparteneva alle mie corde.
Quel periodo storico, che ha segnato un'intera generazione, si chiuse idealmente nel 1982 con il rapimento e la successiva liberazione del generale americano Dozier. Dopo di allora San Lorenzo iniziò a mutare pelle: da sede della rivoluzione in servizio permanente effettivo a quartiere della movida notturna soprattutto per gli studenti universitari. Ma non ha mai perso il carattere anarchico e di fucina di idee che ha sempre avuto fin dalla sua nascita. E tracce consistenti di quel periodo sono rimaste, come ad esempio nel caso della Palestra Popolare.


Torniamo allora ad inizio XX secolo, quando il quartiere è appena nato ma nel giro di pochi anni si è già trasformato in un luogo degradato e privo di servizi.
Nel 1907, proprio dopo essersi resa conto di questa condizione di degrado, una giovane neuropsichiatra, la terza donna ad essersi laureata in medicina in italia, già internazionalmente nota per il suo lavoro di ricerca, apre proprio a San Lorenzo la prima Casa dei Bambini. Quella donna era Maria Montessori. Fu l'evento che rivoluzionò tutto il sistema pedagogico dell'Europa e anche dell'America. Pur se le scuole che utilizzano il suo metodo sono un numero limitato ma comunque importante, in qualsiasi scuola l'approccio verso i bambini è ora dettato da quanto da lei definito.
La banconota da 1000 lire con il ritratto di Maria Montessori
Per fare un esempio, da quel momento la disciplina non venne più imposta a bacchettate o frustrate, ma stimolando l'interesse del bambino. La pratica delle punizioni corporali è, per esempio, ancora applicata in alcuni paesi asiatici.
Per comprenderre quanto l'opera di Maria Montessori sia stata importante basta ricordarsi che la banconota in lire più diffusa, il taglio da 1000 lire, riportava il suo ritratto. Su quella da 2000 lire ci stava il ritratto di Guglielmo Marconi che, neglli stessi anni, con l'invenzione della radio rivoluzionò le comunicazioni.

La Casa originale non ci sta più, distrutta dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, ce ne sta una nuova nello steeso posto, in Via dei Marsi, giusto dietro l'angolo rispetto a San Lorenzo Guest House.

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Facciamo un salto di qualche anno, all'ottobre del 1922 ovvero alla Marcia su Roma dopo la quale Mussolini prende il potere. San Lorenzo è l'unico quartiere di Roma che si oppone, compatto, ai fascisti
Forse è anche questa ragione, oltre che la presenza dello scalo merci ferroviario, che fa scegliere agli anglo-americani San Lorenzo come obiettivo del bormardamento su Roma del 19 luglio 1943. Quel bombardamento, più che essere destinato a colpire obiettivi militarmente importanti, aveva la funzione di creare un contraccolpo psicologico nella popolazione che aveva l'idea che Roma non sarebbe mai stata colpita essendo la città del Papa. Già, il Papa; ci torneremo a breve.
Fatto è che quel bombardamento, che provocò circa 3000 vittime e ferite ancora visibili a San Lorenzo, ottenne l'effetto di far cadere il regime fascista nel giro di brevissimo tempo (si legga qui per un altro effetto). Il 25 lugio, sei giorni dopo il bombardamento, Mussolini fu costretto a dimettersi e successivamente fu arrestato. L'8 settembre venne poi annunciato l'armistizio e inizio il periodo dell'occupazione nazista.
In ogni caso nessun rappresentante del governo si recò in visita nelle zone bombardate e anche la famiglia reale fece una precipitosa marcia indietro quando si accorse che la folla non era animata da intenzioni amichevoli. Chi invece venne accolto con calore fu papa Pio XII che si recò a confortare coloro che erano rimasti colpiti dal bombardamento. La foto di Pio XII che benedice la folla davanti alla basilica di San Lorenzo è su tutti i libri di storia.
Quel giorno il Papa si riprese la sua città, l'Urbe, la fonte del suo potere.
La Questione romana, che aveva reso molto difficili i rapporti tra il neonato Regno d'Italia e la Chiesa Cattolica, aveva avuto come diretta conseguenza il fatto che il Papa rimanesse chiuso nei palazzi del Vaticano dal 1870 al 1929, anno della firma dei Patti Lateranensi. Anche dopo la firma dei Patti, le occasioni di uscita dal neonato stato della Città del Vaticano furono molto limitate, anche per la presenza ingombrante del regime fascista.


La conseguenza indiretta dell'autoreclusione del Papa era stata una minore influenza della Chiesa Cattolica sulla scena politica internazionale. Fu quindi in quel luglio 1943 che Pio XII riprese a pieno il suo ruolo, quel ruolo che il papato ha ormani da 1700 anni e che tutt'oggi vediamo e che fa sì che il Papa sia l'unico capo di stato che non viene mai pubblicamente criticato da altri capi di stato o di governo, almeno nell'ambito dei paesi di cultura occidentale.
Abbiamo parlato qui di come Roma non sia solo luogo ma anche idea. Questo fatto era stato colto benissimo da uno che a tal proposito se ne intendeva, Sigmund Freud, l'inventore della psicoanalisi.
Facciamo dunque un'ipotesi fantastica, che Roma non sia un abitato umano, ma un'entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti. (citato in Aby Warburg, GLI HOPI. La sopravvivenza dell'umanità primitiva nella cultura degli Indiani dell'America del Nord, pag. XV)
Ci sta da dire che Mussolini, cui certo non mancava l'acume politico, aveva ben compreso questo fatto e i suoi tentativi di accostare il regime fascista con l'impero romano erano andati proprio in tale direzione. In parte l'operazione gli era riuscita e si era ritagliato un ruolo abbastanza rilevante ne panorama politico internazionale come si vide in occasione della Conferenza di Monaco.
Durò poco, la storia fece giustizia. come sempre succede quando si prova a mettersi contro qualche cosa di più grande.
Ci ritorneremo su in un altro post.
Vincenzo

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