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Perché abbiamo bisogno di un Sangha

“Propizio è avere un luogo dove andare” è uno dei motti Della Mia Scuola. Propizio è avere una comunità di praticanti che ci sostiene e ci incoraggia a vivere nel momento presente, potremmo aggiungere. Nel pensiero buddista, la comunità dei praticanti (sangha) è, insieme a Buddha e Dharma, uno dei tre “gioielli” in cui è possibile trovare rifugio nel proprio percorso spirituale. Come ci ricorda Thich Nhat Hanh, “individualmente non possiamo fare granché. Per questo, trovare rifugio nel sangha, trovare rifugio nella comunità, è una pratica molto forte e importante. […] Se non siamo in un sangha, se non siamo sostenuti da un gruppo di amici che sono motivati dallo stesso nostro ideale e dalla nostra stessa pratica, non faremo molta strada”.

 

Ci sono due immagini che rendono molto bene l’importanza del sangha per il praticante di meditazione. La prima è quella della tigre che vive con i propri simili in montagna. Lì si trova al sicuro, è nel suo ambiente naturale, non teme nulla. Ma quando la tigre abbandona la montagna, la propria comunità, e raggiunge la pianura, può facilmente cadere preda degli esseri umani ed essere uccisa. La seconda immagine è quella della barca che ci permette di navigare sul fiume anche quando siamo carichi delle nostre sofferenze. Una pietra, infatti, se lanciata nell’acqua affonda rapidamente, mentre una barca può sostenere il peso di centinaia di pietre, permettendoci di rimanere a galla. Quella barca è l’energia collettiva del nostro sangha.

Thich Nhat Hanh ci propone un’altra bella immagine per sottolineare l’importanza della nostra comunità di pratica: “Il tuo corpo, la tua coscienza e il tuo ambiente sono come un giardino. È possibile che ci siano alcuni alberi e alcuni cespugli che stanno morendo e di fronte a questa vista puoi sentirti sopraffatta dal dolore e dalla sofferenza. E potresti essere ignara del fatto che ci sono Ancora Molti Alberi Nel Tuo Giardino che sono solidi, vigorosi e pieni di bellezza. Quando i membri del tuo sangha vengono nel tuo giardino possono aiutarti a scoprire che hai ancora molti alberi splendidi e che puoi goderti le cose che non si sono rovinate nel tuo paesaggio. Questo è il ruolo che può avere il sangha”.

In ogni momento, quando abbiamo la fortuna di far parte di un sangha di fratelli e sorelle che condividono il nostro percorso, persino quando siamo immersi nella meditazione silenziosa, apparentemente lontani da tutto e tutti, non siamo soli. È un pensiero molto confortante, che ci aiuta nei momenti più difficili. Il sangha è un microcosmo di persone in cui possiamo sperimentare l’utilità della meditazione nel migliorare le nostre relazioni con la comunità più ampia in cui viviamo, la nostra famiglia, la nostra città, il nostro paese, il mondo intero. “Meditiamo per essere meno pericolosi” è un altro motto della mia scuola: per riuscirci non possiamo fare a meno di praticare all’interno del sangha, il luogo ideale per imparare a stare in pace con noi stessi e con il mondo.

Le citazioni sono da “The practice of Sangha” di Thich Nhat Hahn




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