Get Even More Visitors To Your Blog, Upgrade To A Business Listing >>

Votare NO alla riforma costituzionale è un dovere politico

riforma-costituzionaleVotare NO è per gli italiani un dovere. Dietro la riforma si nasconde il pericolo di una cessione definitiva della sovranità nazionale alle oligarchie europee e mondialiste. Non vi sono dubbi in proposito, perché la riforma costituzionale voluta dalla solita Europa, e promossa dall’attuale governo, sterilizza la democrazia italiana, rendendola un vuoto simulacro costituzionale.

In linee generali, per quanto io sia sempre stato d’accordo con una profonda modifica del nostro assetto costituzionale in senso presidenzialista e con un bicameralismo imperfetto, ritengo che votare SI sia il peggior errore che gli italiani possano fare, poiché qualunque costituzionalista ragionevole potrebbe dirvi che un sistema presidenziale o parlamentare, in cui venga implementato un bicameralismo imperfetto, dovrebbe necessariamente avere dei formidabili contrappesi costituzionali che garantiscano comunque che il potere sovrano rimanga saldamente nelle mani del popolo italiano. Cosa affatto vera con la riforma costituzionale renziana. Che viene peraltro aggravata da un sistema elettorale iniquo (l’Italicum).

Il NO dunque non intende affatto preservare lo status quo, e cioè un bicameralismo perfetto che presenta evidenti limiti e disfunzioni. Il NO è motivato dall’evitare che quel poco di sovranità che il popolo italiano ancora possiede, venga definitivamente svenduto alle oligarchie straniere, le quali tramite la riforma potrebbero decidere chi deve governarci e chi non, salvando solo l’aspetto formale e statico della democrazia.

Dunque, non è solo una questione puramente tecnica che deve motivare il NO alla riforma istituzionale (che comunque ha il suo peso). Il NO ha un suo perché politico, quale argine all’invadenza e all’ingerenza dell’eurocrazia nella nostra vita democratica.

Ma il NO è solo il primo passo per riconquistare la sovranità perduta. Da solo non basta per neutralizzare il potere eurista. L’Italia deve fare altri e importanti passi per riprendersi ciò che la classe politica degli ultimi trent’anni ha svenduto all’Unione Europea, e cioè moneta sovrana e sovranismo economico. Senza i due capisaldi della sovranità, che sono stati ceduti in barba alla Costituzione, qualsiasi riforma costituzionale di semplificazione e di riorganizzazione delle istituzioni italiane diventa un boomerang in danno della democrazia e dell’autodeterminazione del popolo italiano.

Seguimi su Facebook / Twitter / Iscriviti alla Newsletter

L'articolo Votare NO alla riforma costituzionale è un dovere politico proviene da NotaLibera.it.



This post first appeared on NotaLibera, please read the originial post: here

Share the post

Votare NO alla riforma costituzionale è un dovere politico

×

Subscribe to Notalibera

Get updates delivered right to your inbox!

Thank you for your subscription

×