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Terrorismo islamico e demolizione dell’Occidente

terrorismo-islamico-elite-occidenteGiornali e TV, ma anche molti dei commentatori, davanti all’ennesimo attacco del terrorismo islamico compiuto questa volta a Nizza, usano parole ipocritamente improntate al politicamente corretto: sì a parlare di strage, sì a parlare di terrore e terrorismo, ma mai lo si deve declinare con islamico, né si deve parlare di radicalismo islamico, o peggio di islamismo. L’attentatore? Una persona depressa che stava divorziando. Addirittura, era persino poco religioso.

Questo atteggiamento irritante, che ancora una volta denota la tendenza di molti ad adattare i fatti alle teorie e non viceversa, è chiaramente sintomo di una pensiero debole e decadente, che non vuole (o più probabilmente non può) dare alle vicende drammatiche i loro giusti nomi, non potendo peraltro ammettere il fallimento multiculturalista e le enormi difficoltà a integrare nei valori occidentali la cultura islamica.

Certo, poi ci sono le classiche voci fuori dal coro, che provengono persino dallo stesso mondo islamico, come quella dell’imam Hocine Drouiche, vicepresidente della Conferenza degli imam di Francia che dichiara causticamente: “Le istituzioni musulmane smettano di ripetere che l’estremismo non esiste“. Ma è chiaro che trattasi di mosche bianche, poiché la parola d’ordine è omettere, nascondere, fare finta di nulla, e costruire una vicenda addomesticata.

Il fatto è che questo omettere e nascondere in nome del politicamente corretto, questo alterare la realtà o comunque “aggiustarla”, se da una parte crea un grave danno, perché nega il pericolo che si annida nell’estremismo religioso che prolifica nelle periferie abbandonate e degradate da una opprimente ghettizzazione etnica, dall’altra è il chiaro segno di un progetto politico pianificato a tavolino di demolizione della civiltà occidentale come noi oggi la conosciamo. Ciò poiché, in nome del multiculturalismo e del globalismo celebrato dai suoi sommi sacerdoti, tale progetto mette in discussione gli stessi concetti di libertà, di uguaglianza, di civiltà e di identità dei popoli europei condensati negli Stati nazionali.

Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia alla realtà. Il Terrorismo Islamico esiste, ed è il prodotto di uno scontro geopolitico di enormi proporzioni, in cui il conflitto valoriale e di civiltà – inevitabile per le evidenti differenze nella percezione dei diritti e delle libertà – è strumentale alla realizzazione dei fini egemonici delle oligarchie e delle élite sovranazionali, poiché è da questo scontro che esse traggono legittimazione, potere, giustificazione politica e naturalmente profitto.

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