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La legge che tutela i criminali.

Era il 2 marzo 2006 quando due persone fecero irruzione nella casa a Casalbaroncolo: immobilizzarono Paola Pellinghelli e Paolo Onofri, rapirono il figlio più piccolo, Tommaso di 18 mesi, sotto gli occhi del fratello di 8 Anni. Il bimbo sarà ucciso poco dopo mentre per un mese tutta Italia rimase attaccata alla tv nella speranza che fosse ritrovato ancora vivo. A pochi giorni dal tredicesimo anniversario della morte del piccolo, Mario Alessi, il muratore siciliano condannato al carcere a vita per avere rapito e ucciso il piccolo Tommy, ad aprile potrebbe chiedere i permessi-premio per lavorare all‛esterno del penitenziario.


Mentre proseguivano  le indagini sul rapimento e l'uccisione del piccolo Tommaso Onofri, emergevano sempre più particolari sui precedenti penali di uno degli indagati, Mario Alessi.
Il muratore, quattro anni prima , era stato condannato , con giudizio di secondo grado, proprio per sequestro di persona. Alessi, infatti, aveva sequestrato, assieme a un complice,una coppia di ragazzi agrigentini, violentato la donna e picchiato il giovane fidanzato. Condannato a Sei Anni di reclusione, non era ristretto ma solo vincolato dall'obbligo di dimora. 
Ma questi giudici ci sono o ci fanno?

Nell'ordinanza di custodia cautelare, il magistrato Walter Carlisi scriveva: "Lo svolgimento dei fatti, per modalità e gravità, denota una personalità violenta tale da far presumere il concretissimo pericolo di reiterazione". In altre parole, il giudice ipotizzava, nell'agosto 2003, il rischio che Alessi potesse ripetere il reato per il quale era sottoposto a giudizio.
Il richiamo alla gravità dell'episodio non pare fuori luogo: raccapricciante, infatti, la dinamica del sequestro e della violenza. I due giovani si erano appartati in macchina, attorno a San Biagio Platani. Alessi con un complice misero fuori uso l'impianto elettrico dell'auto, rapinarono i due ragazzi, legarono il ragazzo ad un albero ed abusarono più volte, davanti ai suoi occhi, della fidanzata.
Alessi,    viene mandato il primo giugno del 2001 con l’obbligo di dimora a Parma, dove vive la madre della moglie  Antonella Conserva. Il 26 marzo del 2002 il Tribunale di Agrigento emette la sentenza di primo grado con il rito abbreviato: sei anni di carcere per entrambi gli imputati. L’11 febbraio del 2004 la Corte d’Appello di Palermo conferma la condanna, ancora sei anni di carcere per entrambi. Ma mentre Alessi presenta il ricorso alla Corte di Cassazione, attraverso il suo legale, Bongiovanni non lo fa. Ma non viene arrestato perche’ prima i giudici avrebbero dovuto attendere la sentenza definitiva del coorreo.

I permessi PREMIO sono un controsenso, un ossimoro premio-assassino.Ecco di che cosa si dovrebbe occupare il Parlamento!  





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