Get Even More Visitors To Your Blog, Upgrade To A Business Listing >>

Atlantide: tutte le teorie e le ipotesi sul continente perduto

Atlantide: Tutte Le Teorie E Le Ipotesi Sul Continente Perduto

Il filosofo greco Platone (427 – 347 a.C.) fu il primo a descrivere questa grande isola, chiamata Atlantide, verso il 355 circa a.C. all’età di settant’anni.

Egli aveva intenzione di scrivere tre opere sotto forma di dialoghi che avrebbero dovuto esprimere la sua visione della natura, dell’uomo e di Dio. Solo la prima opera, il Timeo, venne completata, la seconda, il Crizia, rimase incompleta, mentre “la terza, l’Ermocrate, non venne mai iniziata.

Nella prima opera Platone racconta che Solone, uno dei sette saggi dell’antica Grecia, verso il 600 a.C. visitò molti paesi, tra cui l’Egitto. All’epoca di Solone, questo paese, dopo un periodo di declino e di decadenza, stava vivendo una rinascita politica e culturale.

Il centro più importante era la città di Sais e la dinastia di faraoni che regnava in Egitto era chiamata appunto saitica. Solone ebbe una lunga serie di colloqui con i sacerdoti di Sais che gli raccontarono la storia di Atene, ormai da tutti dimenticata.

Solo i sacerdoti egizi conservavano dei documenti sulla storia del loro paese che si spingevano fino a 8000 anni prima (cioè all’8600 a.C.) e dei documenti sulla storia di Atene che si spingevano ancora più indietro, fino a 10.000 anni prima (cioè al 10.600 a.C.).

Questa documentazione era stata incisa su stele di pietra in caratteri geroglifici che Solone aveva personalmente visto. Secondo la documentazione egizia, nell’oceano Atlantico, all’imboccatura delle Colonne d’Ercole (attuale Stretto di Gibilterra) si trovava un’isola “più grande della Libia e dell’Asia messe insieme” chiamata Atlantide.

Quest’isola era governata da una stirpe reale molto potente che aveva conquistato molti territori al di qua delle Colonne d’Ercole: tutta la Libia e parte dell’Europa. Ad un certo punto questi sovrani, radunato un potente esercito, cercarono di conquistare anche la Grecia e l’Egitto.

La città di Atene, che era governata da uomini saggi e giusti, combattendo coraggiosamente, ora da sola ora con le altre città greche, non solo riuscì a respingere l’invasore ma liberò dalla schiavitù i popoli del Mediterraneo sottomessi in precedenza.

Dopo questi fatti si verificarono diluvi e terremoti di una tale intensità che, dopo un giorno e una notte, tutto l’esercito ateniese “sprofondò nella terra”, mentre l’isola di Atlantide “sprofondò nel mare”. 

Secondo i sacerdoti egizi, quella parte dell’oceano era ancora impraticabile all’epoca di questo racconto perché l’isola, adagiatasi sul fondo, si era trasformata in una montagna di fango.

Nella seconda opera Platone racconta la storia di Atlantide molto più dettagliatamente,  precisando che la guerra tra Atlantidei e Ateniesi sarebbe avvenuta intorno al 9420 a.C.

A quel tempo, Atene era governata da un’elite militare con il supporto di una classe di artigiani, altamente specializzati nei vari mestieri, e una classe di contadini, altamente specializzati nella coltivazione dei campi.

Tutti i beni erano equamente divisi tra i cittadini e la città era autosufficiente. Non esisteva né avidità, né ambizione, né desiderio di allargare i confini dello stato.

Atlantide era divisa in dieci principati, governati da dieci re, tutti fratelli, il primo dei quali si chiamava Atlas ed aveva il titolo di re dei re. L’isola era ricca di ogni ben di Dio: metalli preziosi, alberi da frutto e animali di ogni tipo.

Ogni sovrano, quando saliva sul trono, faceva di tutto per superare quello precedente in ricchezza e opulenza. La capitale era di forma circolare, il cui centro era collegato al mare da un canale navigabile lungo 10 chilometri.

Essa era divisa in due aree: quella esterna, con un porto anulare, che conteneva le abitazioni dei cittadini e quella interna, con un secondo porto, che conteneva  templi con tetti in avorio, stipati di statue d’oro, cantieri navali, giardini, teatri, palestre.

Dalla parte opposta al canale navigabile vi era un altro canale che collegava il centro città con una vasta pianura irrigata. Questa fertilissima pianura era “lunga tremila stadi sui due lati e … duemila stadi dal mare in giù” (corrispondenti ad un rettangolo di circa 550 per 370 chilometri).  

Era irrigata grazie ad uno straordinario sistema di fossati e canali che si incrociavano ad angolo retto,  tenuti in perfetta efficienza da un altissimo numero di operai sempre disponibili sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

I dieci sovrani si riunivano ad intervalli regolari per rinsaldare il patto di solidarietà che li legava nonché per rivedere i doveri che ognuno aveva nei confronti degli altri. In tale occasione cacciavano un toro e lo offrivano in sacrificio al dio Poseidone.

Per molte generazioni i sovrani governarono con saggezza  e giustizia stimando “poca cosa i beni che avevano a disposizione, sopportavano con serenità, quasi fosse un peso, la massa d’oro e delle altre ricchezze …” . 

Con il passare del tempo, però,  i loro costumi incominciarono a degenerare e queste virtù furono sostituite da ingiustizia e bramosia di potenza. Il re degli dei, Zeus, si rese conto  del radicale cambiamento di questi sovrani e decise di infliggere loro una punizione per ricondurli sulla retta via.

“Convocò tutti gli dei nella loro augusta dimora … e … disse …”.  Che cosa disse Zeus e a quale punizione aveva pensato nessuno lo sa perché Platone nel bel mezzo di questa frase interruppe l’opera. 

Possiamo solo immaginare che cosa avrebbe scritto il filosofo nel prosieguo del racconto: gli Atlantidei  avrebbero subito la punizione di Zeus (probabilmente la lunga guerra con Atene, la sconfitta e l’abbandono di tutte le terre al di qua delle Colonne d’Ercole), poi, non essendo ritornati sulla retta via, sarebbero stati spazzati via, insieme alla loro grande isola, da diluvi e terremoti di una forza inaudita.

Ma dove poteva essere ubicata l’isola diAtlantide? Schiere di ricercatori, scrittori, archeologi ed altri esperti hanno cercato di identificare il sito dove era ubicata Atlantide.

Essi possono essere divisi sostanzialmente in cinque gruppi a seconda del luogo dove pongono il continente perduto. Scopriamoli insieme!

L'articolo Atlantide: tutte le teorie e le Ipotesi Sul Continente perduto sembra essere il primo su best5.it.



This post first appeared on Best5.it - Scienza, Animali, Cani, Curiosità, Inf, please read the originial post: here

Share the post

Atlantide: tutte le teorie e le ipotesi sul continente perduto

×

Subscribe to Best5.it - Scienza, Animali, Cani, Curiosità, Inf

Get updates delivered right to your inbox!

Thank you for your subscription

×