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Oggi è il primo giorno del 2143

Bandiera del Tibet prima del 1950. Questa versione è stata introdotta da Thubten Gyatso nel 1912. È utilizzata dal Governo tibetano in esilio e, per questo, vietata dalle autorità cinesi in quanto da queste ritenuto simbolo di separatismo.

Bandiera del Tibet prima del 1950. Questa versione è stata introdotta da Thubten Gyatso nel 1912. È utilizzata dal Governo tibetano in esilio e, per questo, vietata dalle autorità cinesi in quanto da queste ritenuto simbolo di separatismo.

Oggi è il primo giorno del 2143.

di C.Alessandro Mauceri

 

In Tibet, ma anche in altri paesi vicini, è il giorno del Losar, il Nuovo Anno, che questa volta comincia il 9 Febbraio. Un buon motivo per fare festa per tre giorni di seguito. Si tratta di una festa che ha tradizioni antichissime che risalgono a prima ancora dell’avvento del Buddhismo in Tibet, al periodo pre-buddhista Bön, durante il quale ogni inverno veniva tenuta una cerimonia spirituale nella quale il popolo offriva grandi quantità di incenso agli spiriti ed alle divinità. Solo successivamente il Losar divenne una festività buddhista annuale, quando una donna di nome Belma introdusse il conteggio del tempo basato sulle fasi della luna. In Tibet, infatti, come in molti altri paesi del mondo (Cina, Vietnam e altri paesi asiatici), si segue un calcolo del tempo basato sui cicli della Luna (il calendario si compone di 12 mesi lunari) e il Losar inizia il 29esimo giorno del 12esimo mese del calendario tibetano.

È in assoluto la festa più importante della tradizione tibetana. Il primo giorno dopo il Gutor, il vecchio Anno, lo si trascorre pulendo la casa: le abitazioni Vengono pulite da capo a fondo e vengono preparati vestiti nuovi che i membri della famiglia indosseranno durante il Losar. La cucina deve essere pulita particolarmente bene, perché è dove si cucina per la famiglia, ed è quindi la parte più importante della casa. Anche il camino viene spazzato e spolverato. Sebbene si tratti di una festa religiosa la convivialità è un punto centrale della festa. Vengono cucinati piatti speciali come la zuppa di carne, grano, riso, patate dolci, formaggio, piselli, peperoni verdi, vermicelli e ravanelli servita con piccoli ravioli. Vengono preparati degli spaghetti detti guthuk. Gli ingredienti comprendono peperoncino, sale, lana, riso e carbone. Quando vengono consumati, a seconda degli in gradienti che i vari commensali trovano nel proprio piatto, fanno una sorta di profezia sul nuovo anno: chi ha trovato peperoncino nel suo impasto, sarà una persona loquace, chi ha trovato sale o riso, ingredienti di colore bianco avrà un anno felice e prospero. Chi trova il carbone, è una “brutta persona”.

Le famiglie si riuniscono per accogliere insieme il nuovo anno banchettando con una sorta di torta chiamata Kapse e una bevanda alcolica chiamata Chang. Si visitano i monasteri dove si prega e vengono consegnati ai monaci regali detti Lama Losar. Vengono offerti in dono animali e demoni propiziatori realizzati con un tipo di impasto chiamata torma. Nei monasteri vengono appese decorazioni e all’alba dell’ultimo giorno, i monaci del monastero di Namgyal offrono una torta sacrificale alla dea Palden Lhamo. Come augurio di felicità i rappresentanti dei tre grandi monasteri e dei due collegi tantrici donano al Dalai Lama delle “pillole sacre” chiamate ril bu fatte con pasta d’orzo arrostita. Successivamente, gli intrattenitori chiamati garma si esibiscono in una danza portafortuna, la gumpa. Due monaci anziani sono poi soliti iniziare un dibattito filodofico buddhista, concludendolo con dei versi di buon auspicio composti appositamente per l’evento, nei quali si rivedono brevemente i punti più importanti degli insegnamenti buddhisti.

Le giornate di festa vengono trascorse con avvenimenti piacevoli: la tradizione, infatti, vuole che quello che si fa per Losar lo si farà durante il resto dell’anno. Durante i tre giorni vengono celebrati riti che rappresentano la lotta tra il bene e il male, eventi, come la danza del cervo e  le battaglie tra il re e i suoi ministri, servono a creare un clima di leggerezza. Durante gli ultimi due giorni del vecchio anno, che si chiama Gutor, la gente in Tibet comincia a prepararsi per il Nuovo Anno.

Il Losar è, però, anche un momento di socializzazione estremamente importante: ragazzi e ragazze provenienti da comunità diverse e spesso isolate, possano conoscersi e sviluppare dei contatti che potrebbero portare a matrimoni.

Sebbene fortemente radicata nelle tradizioni del popolo tibetano, per molti decenni questa manifestazione di credo religioso è stata vietate da governo centrale di Pechino (la Cina da sempre ha cercato di osteggiare la fede buddista e il Dalai Lama). La religione è stata reintrodotta in Tibet e in Cina nel 1978, ma le limitazioni non sono cessate del tutto (basti pensare che, a lungo, è stato sufficiente possedere una foto del Dalai Lama per essere incarcerati). Ancora oggi, Pechino continua ad imporre limiti rigorosi sia dal punto di vista religioso (riguardo, ad esempio, al numero di monaci e suore che possono far parte di un monastero e al contenuto degli insegnamenti religiosi) che dal punto di vista economico e sociale (imponendo programmi di rieducazione “patriottica”, costringendo i pastori a vendere il proprio bestiame e a insediarsi in villaggi costruiti dal governo e promuovendo lo sviluppo industriale anche sui territori che fino a non molto tempo fa erano destinati al pascolo). Per questo dal 2009 a oggi, 143 tibetani hanno scelto di darsi fuoco in forma di protesta contro il governo cinese. In cambio, il governo ha arrestato i famigliari di chi si era bruciato con l’accusa di omicidio. Non sorprende quindi che a gennaio 2016, l’organizzazione Freedom House abbia dichiarato il Tibet il secondo stato con meno libertà al mondo (dopo la Siria).

Secondo la tradizione tibetana, il nuovo anno, il 2143 sarà l’anno della scimmia di fuoco. Durante i giorni del Losar tutti i festeggiamenti sono pervasi da un generale spirito di allegria. Gli unici a non partecipare alla festa sono i membri di famiglie che sono state colpite da un lutto nel corso dell’anno precedente. Per loro non c’è motivo di essere allegri e di festeggiare l’anno appena passato. E c’è chi dice che dopo ciò che è avvenuto in Tibet lo scorso anno (lunare) il numero di quanti hanno rinunciato a festeggiare è sorprendentemente elevato.

di C.Alessandro Mauceri


 



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