Get Even More Visitors To Your Blog, Upgrade To A Business Listing >>

Nel blu o nel blue

Tags: essere
La grammatica italiana o quella inglese? Una parola o un'altra? Generalmente amo parlare in italiano anche perchè la ritengo una lingua piena e ricca di sfumature che bene si adattano a descrivere sensazioni e situazioni sfaccettate che nella lingua inglese perdono in forza.
Riflettevo su questo mentre componevo un post, la parola blu sia in italiano che in inglese è a livello fonetico uguale ma mentre nella lingua inglese blue può indicare anche un azzurro, in italiano il blu è una tonalità carica di azzurro tendente anche al nero, poi ci sono gli azzurri che schiariti arrivano al celeste, che in inglese è soft blue.
Sono sfumature ma sfumature decisamente importanti, i disegnatori si allenano tutta la vita per captare queste sfumature e ogni riflessione intorno ad un fatto che per gli altri è solo o blue o soft blue, diventa per il disegnatore il motore che fa la differenza fra una illustrazione ben riuscita o uno sketch.
Quindi la mia riflessione è proseguita e mi sono chiesta, possibile che la gente non capisca che ho questa capacità di vedere le sfumature? Come se non facessi caso alle differenze fra un prima e un dopo o alla modulata e ben celata per molti, ma non per me, astuzia nel dissimulare una bugia? E' possibile?
E' possibile che nel tentativo maldestro di mentire non abbiano capito un caxxo di me?
E' possibile perchè nel dissimulare c'è l'atto estremo di chi non sa come nascondere se stesso, da se stesso e poi gli altri.
Il lavoro di disegnatore è uno dei più belli e interessanti e qui mi direte voi 'e questo che c'azzecca con il dissimulare bugie?'. 
Aspettate che vi spieghi, c'entra eccome, fino a poco tempo fa pensavo che per Essere un bravo illustratore bastasse essere un bella persona con un certo numero di commissioni, di conseguenza quando nessuna commissione onora il conto in banca sei solo un disegnatore fallito. 
Niente di più sbagliato. Me lo volevano far credere, ora che sto raccogliendo i miei frutti so che un buon illustratore è un disegnatore con una spiccata sensibilità e umanità
Perchè disegnatori si è e basta, non è possibile esserlo solo per la possibilità di attuarlo come lavoro continuo. Sono disegnatrice perchè vedo e osservo in un modo in cui gli altri non vogliono, sento e immancabilmente porto su carta.
Ora, poniamo il caso che nell'essere illustratrice dissimulo vari aspetti, per paura ad esempio di non essere reputata, forte, oppure, molto probabile, di essere reputata una sfigata, una fottuta ex-nerd.
Quanto di quella sensazione influenzerà il mio lavoro? 
Ve lo dico io, influenzerà tutto, segno, temi, colori e atteggiamento.
I disegni saranno freddi, appuntiti, aguzzi, dai forti accenti, si ricchi di temi e di concetti, magari saranno immagini ben costruite ma prive di anima e senza un'anima se ne va in vacca la poesia che è l'anima del mestiere di illustratore.
Al contrario se non mento a me stessa e agli altri, vivrò pienamente, le sensazioni, la mano accompagna matite e pennelli compiendo la magia sul foglio e poi negli occhi di chi guarda.
Ora c'è un'altro aspetto, un'altra sfumatura del mestiere di disegnatore che ho notato e che vorrei condividere con voi.
Il concetto è semplice, l'illustrazione non prescinde mai dall'avere carattere educativo anche quando è pura fantasia, l'illustrazione o il semplice disegno hanno sempre in se una regola, una morale o un'etica da insegnarci. 
In molti casi gli illustratori riescono nel loro lavoro a prescindere dalle capacità artistiche, talvolta riescono a simulare un tipo di stile, emulare i temi che hanno fatto i grandi, in ogni caso ho notato che non mentivano e avevano qualcosa da dire, si mettevano in gioco senza nascondersi.
Nel gota degli illustratori più noti ho notato uno profondo spessore umano assieme ad altre doti chiarezza, sensibilità e coraggio, doti che non mancano nemmeno ai principianti ma d'altro canto in entambe le categorie, i flop destinati ad un inevitabile declino sono quelli che si nascondono, sono quelli che non si concedono fino in fondo, c'è sempre nelle loro illustrazioni qualcosa di aguzzo, acido e non mi riferisco alla composizione o i colori, è qualcosa di più profondo legato all'immagine che hanno di loro stessi, l'immagine di loro stessi celata nell'immagine che ci presentano.
Lo so mi direte che è un discorso contorto, ma non lo è anzi credo che questo dubbio se lo sia posto almeno una volta ognuno di voi nell'intraprendere questo lavoro.
Come ci piacerebbe essere visti oppure dove ci piacerebbe nasconderci, in quali soggetti, dietro quali composizioni creare il mito. Perchè diciamocela tutta, i disegnatori e gli illustratori si sentono investiti del ruolo eletto di divulgatore, insegnante e anima sensibile pertanto si autoincensano, credendo di essere un gradino sopra a tutti, intendete bene credo che per la maggior parte sia questo aspetto la causa di un malcelato disprezzo per il prossimo, che si esprime su carta con immagini prive di profondità e poesia.
Credo che questo atteggiamento sia il risultato maldestro di come vorrebbero essere visti, forse come forzuti, nelle loro immagini potenti a livello di movimento e respiro si percepisce l'ansia di voler essere percepiti così, ma oltre quel movimento, quel respiro non c'è nulla di umano, perchè oltre composizione e maestria tecnica, l'atto umano, vero, la poesia è omessa.
Non trovate questo tremendamente triste? Eppure sono convinta di una cosa l'errore fin dall'inizio, e questo vale per tutte le cose della vita, è non farsi vedere come si è, l'errore è crearsi una maschera, come se già non ci fosse qualcuno che tenta di mettercele o di farci stare in un solo ruolo.
Ecco la riflessione sul blu o blue che mi ha portato a vedere le sfumature, dove altri vedono solo linee e superfici.
Il blue ritorna utile, è il color dell'acqua se vuoi essere acqua, del cielo se vuoi essere ovunque, porebbe essere l'aria con un colpo di acquerello leggero, potrebbe essere il manto della notte in una illustrazione di tetti oppure la fiamma blue degli spettri, la velatura di un'occhiaia, una lacrima di pioggia, o un'anima fatta di nebbia.
In ogni caso qualunque cosa tu sia non mentire mai, sii sincero, lo so serve anche una buona dose di coraggio per mettersi a nudo, essere se stessi e non uno spot di noi stessi, però ti assicuro ne vale la pena perchè il risultato cambia, lo stile cambia con te e le immagini ne usciranno vincenti, tanto che hai da perdere? La composizione, sai farla, i colori sai dosarli ma ti perdi il meglio, quello che tu consideri perdersi nei dettagli che in realtà è la sensibilità, forse fragile secondo i tuoi parametri ma è l'aspetto vero e sincero del mestiere di disegnatore.
E poi ricorda tu non sei quello che fai sei semplicemente un essere umano.

Me nel Blu



This post first appeared on Gio Spinelli, please read the originial post: here

Share the post

Nel blu o nel blue

×

Subscribe to Gio Spinelli

Get updates delivered right to your inbox!

Thank you for your subscription

×