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Festival di musica Cambi di Stagione: nuova sezione “Inside” per avvicinare la musica classica al grande pubblico – Dal 31 marzo, Fondazione Bottari Lattes, Monforte d’Alba nelle Langhe (Cn)

Al via l’ottava edizione del festival di musica Cambi di Stagione

La nuova sezione Inside intreccia Musica, arte, letteratura, teatro e fotografia

per avvicinare il grande pubblico all’ascolto della musica classica

Inaugurazione stagione 2017: venerdì 31 marzo, ore 21

Fondazione Bottari Lattes, Monforte d’Alba (Cn)

Arte, letteratura, teatro e fotografia in dialogo per favorire l’ascolto della musica classica tra il grande pubblico. È la nuova via che il festival di musica Cambi di Stagione percorre nella sua ottava edizione con la fresca sezione Inside, che inaugura venerdì 31 marzo (ore 21) all’auditorium della Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (Cn), proponendo le Variazioni Goldberg di Bach, primo dei tre concerti dedicati alla Notte per il ciclo Tre notturni, tutti a ingresso gratuito.

Il festival Cambi di Stagione, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, ritorna sulle Langhe rinnovato, ma fedele alla propria formula originale, che lo contraddistingue nel panorama delle rassegne musicali: concerti proposti nei quattro periodi magici dell’anno, l’inizio delle stagioni, scanditi da equinozi e solstizi.

Divulgazione, coinvolgimento, multimedialità: sono le parole chiave della nuova sezione Inside di Cambi di Stagione, un format originale, che si smarca dal concetto tradizionale di concerto per andare dentro la musica e proporre un’esperienza sensoriale coinvolgente, fatta di note che si alternano a parole, immagini e drammaturgia. Inside si propone di rendere l’ascolto della musica classica e della musica colta accessibile e apprezzabile anche al pubblico meno avvezzo a questo genere musicale, solitamente considerato troppo complesso per un orecchio poco educato alla musica. E intende raccontare e fare comprendere a tutti la bellezza, il fascino e la complessità delle melodie e armonie dei brani di musica classica. Si rivolge inoltre agli studenti di musica e ai giovani, grazie anche alla gratuità del biglietto di ingresso, e all’approccio divulgativo degli appuntamenti.

Ogni serata vede il coinvolgimento di altre discipline che vengono in aiuto per facilitare la comprensione del brano in esecuzione. In alternanza ai concerti in cartellone, sono proposti testi di letteratura, performance teatrali, immagini di opere d’arte visiva e fotografica, tutti collegati al brano, per facilitare la fruizione dell’aspetto musicale e contenutistico dell’opera eseguita.

La sezione Inside è curata dall’Orchestra Musica Manens di Chieri ed è dedicata al tema della notte con il ciclo Tre notturni: in tre serate esplora lo stretto legame che congiunge il tempo notturno e il linguaggio dei suoni, guardando alla grande musica colta della tradizione occidentale: Bach, Schubert, Schumann, Brahms, Palestrina, Praetorius. Ecco quindi analizzati lo scandire delle ore notturne delle Variazioni Goldberg, il passaggio crepuscolare all’Altrove, proprio della liederistica romantica tedesca, per giungere infine al Mistero della notte, fra tutte, più significativa: la notte di Natale.

Al pianista, compositore e direttore d’orchestra Andrea Damiano Cotti il compito di illustrare ogni sera i brani in esecuzione. «Il percorso proposto – spiega Cotti – è incentrato sul tema della fascinazione della notte sull’uomo e della narrazione che i grandi musicisti han fatto di tale fascinazione tramite il linguaggio dei suoni. Si tratta di incontri a carattere divulgativo che intendono colmare, almeno in parte, un vuoto lasciato dalla formazione culturale italiana, anche di alto livello, e inserire la musica in un contesto storico, artistico e culturale di ampio respiro, senza mai tuttavia perdere di vista l’intima relazione che la musica di ogni tempo e luogo possiede con l’interiorità dell’uomo».

TUTTO IL PROGRAMMA

I concerti della sezione Inside

Cambi di Stagione inaugura con la sezione Inside venerdì 31 marzo (ore 21) per salutare la primavera con la serata musicale Misurare la notte. Le Variazioni Goldberg (BWV 988) di Bach sono proposte dal Trio d’archi Quodlibet (Mariechristine Lopez, violino; Virginia Luca, viola; Fabio Fausone, violoncello). Sul palco Andrea Damiano Cotti e l’attrice Valentina Padovan.

Le Variazioni Goldberg (BWV 988) sono un’opera per clavicembalo consistente in un’aria con trentadue variazioni, composte fra il 1741 e il 1745 e pubblicate a Norimberga. È noto l’aneddoto: come ci tramanda Forkel, il primo biografo di J. S. Bach, le Variazioni sono state commissionate dal conte Hermann von Kaiserling per essere eseguite dal giovane clavicembalista della sua corte, Gottlieb Goldberg, con il fine di render più sopportabile l’insonnia di cui soffriva da tempo. Un’opera quindi nata apparentemente per un fine terapeutico che Bach piega a un’esigenza poetica scrivendo un ciclo di variazioni tra i più potenti e perfetti della storia della musica, narrando un tempo interiore che è ancora estremamente attuale. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.

Sabato 17 giugno (ore 21) il benvenuto all’estate è espresso dalla serata Impressione, calar del sole con l’Orchestra Musica Manens, che esegue una selezione di lieder da Schubert, Schumann e Brahms. Con Andrea Damiano Cotti, l’attrice Valentina Padovan e il soprano Claudia Sasso.

L’avvicinamento al tempo redento della notte assume valenze differenti nella poetica romantica. Può rappresentare un trapasso a uno stato di quiete, a un altrove che spesso sottintende la morte. Più spesso rappresenta una liberazione dalle convenzioni sociali e dal quotidiano, la chiave d’accesso all’esistenza più autentica dominata dalla fantasia e dall’intimità. Simbolo di questo passaggio sono i colori del tramonto descritti dalle poesie di Goethe, Morike, Eichendorf, Heine e da altri poeti della generazione romantica, che forniscono gli spunti letterari allo sviluppo del lied tedesco. Queste valenze allegoriche saranno rappresentate dai lieder eseguiti secondo il progressivo calare del sole, compreso tra gli estremi cromatici Abend (sera) e Nacht (notte).

Nella stessa giornata, alle ore 17 inaugura la mostra fotografica Wall of Sound 10 di Guido Harari, sempre alla sede della Fondazione Bottari Lattes: dieci anni dopo tornano a Monforte d’Alba le opere del fotografo noto per aver immortalato i protagonisti della musica rock e contemporanea internazionale. Durante l’inaugurazione i musicisti dell’Orchestra Musica Manens si esibiranno in installazioni sonore in dialogo con le fotografie esposte.

Giovedì 14 dicembre (ore 21) con l’arrivo dell’inverno, la serata Notte di prodigio vede protagonista la Corale Civica Musicainsieme, ensemble vocale, che – insieme ad alcuni elementi dell’Orchestra Musica Manens – propone brani ispirati all’Avvento, tratti dal grande repertorio classico (Palestrina, Praetorius, Bach) e dalla tradizione popolare.

Nessuna notte abita potentemente l’immaginario collettivo della nostra cultura come la notte di Natale. Una notte che sconvolge le leggi fisiche presentandosi come notte luminosa, associata alla nascita e non – come il luogo comune vorrebbe – alla morte. Il canto si alternerà alla drammaturgia secondo gli episodi dell’Avvento e della Natività. L’esecuzione musicale sarà arricchita da letture tratte dai Vangeli canonici, dai Vangeli apocrifi, dalle opere di Francesco Petrarca, Rainer Maria Rilke e Erri De Luca, nella volontà di includere l’episodio della natività in una espressione più ampia del sacro. Sul palco l’attrice Valentina Padovan e Andrea Damiano Cotti.

LA NOTTE

La notte è un tempo inoperoso ed è, per questo, da sempre legata al ritrovo, al rito sociale, alla condivisione. Essa acceca il nostro primo senso, la vista, e fa emergere gli altri. Di notte il moto ondulatorio della luce non impegna l’etere, che può esser attraversato indisturbato dal suono e dal profumo. La notte si chiude attorno a noi e ci invita a esplorare il nostro universo interiore, che scopriamo infinito come e più del mondo che ci circonda. Al centro delle complesse sensazioni, delle leggi fisiche, dei risvolti psicologici che suscita l’oscurità, si pone il linguaggio dei suoni: la musica. Essa redime il tempo dell’inoperosità nella festa e nella danza, offre una possibilità comunicativa profonda a prescindere dal mondo delle immagini, reificando il mondo intimo, del sogno, della chimera, altrimenti destinato a svanire nel nulla alle prime luci del giorno. Orchestra Musica Manens

I concerti della programmazione tradizionale

Alle serate musicali di Cambi di Stagione Inside si aggiungono i concerti della programmazione tradizionale, che vedono la direzione artistica di Ubaldo Rosso (docente e attento interprete di musica antica con strumenti storici), in cartellone sabato 24 giugno (alla Cantina Conterno Fantino) e domenica 17 settembre (all’auditorium della Fondazione Bottari Lattes) a Monforte d’Alba. Biglietti: ingresso unico: € 10,00

Sabato 24 giugno salgono sul palco gli artisti The Palm Court Quartet (David Simonacci, violino; Marco Palmigiani, violino; Lorenzo Rundo, viola; Giorgio Matteoli, violoncello), quartetto d’archi dal repertorio cross-over che incrocia la classica con la musica pop e jazz, per la serata Dal grammofono al grande schermo. L’appuntamento è alla Cantina Conterno Fantino di Monforte d’Alba alle ore 21.15. In scaletta grandi classici americani e altri evergreen: come George Gershwin, compositore di musica sia per Broadway, sia per le sale da concerto europee, Cole Porter, fra i più sofisticati della musica jazz e del musical americano, John Lennon, John Williams, autore della colonna sonora di Shindler’s List, Henry Mancini di Colazione da Tiffany, e molti altri.

Domenica 17 settembre l’auditorium della Fondazione Bottari Lattes (ore 21.15) saluta l’autunno con i ritmi andalusi della serata Noches Andaluzas, proposta dal duo spagnolo Francisco Cuenca Morales (chitarra) e Josè Manuel Cuenca Morales (pianoforte), originari di Cordoba. Tra il loro repertorio: Enrique Granados, Jaquin Rodrigo, Francis Tárrega e Manuel de Falla.

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