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Viktor/Viktoria con Veronica Pivetti al Teatro Augusteo di Napoli

Viktor/Viktoria con Veronica Pivetti al Teatro Augusteo di Napoli
Fermata Spettacolo

Venerdi 20 aprile il debutto a Napoli al Teatro Augusteo di una commedia strepitosa con una bravissima Veronica Pivetti che si cimenta nell’insolito doppio ruolo di “Viktor/Viktoria” nato sul grande schermo e per la prima volta è sulle scene dei maggiori teatri italiani nella sua versione originale.

Al suo fianco, Giorgio Lupano , Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci, Nicola Sorrenti, sui testi di Giovanna Gra e la regia di Emanuele Gamba.

”Il confronto con Julie Andrews? Non ci penso nemmeno a farlo!’ In realtà noi non ci rifacciamo al film di Blake Edwards dell’82 che tutti ricordiamo con la Andrews, ma alla pellicola originale di Reinhold Schunzel del ’33, ambientata nella Berlino della Repubblica di Weimar”.

Sono le parole della stessa attrice in conferenza stampa, tenutasi nel foyer del Teatro qualche ora prima dello spettacolo, durante la quale sia la Pivetti che tutto il cast si sono lasciati intervistare con molta disponibilità dai numerosi giornalisti delle maggiori testate cittadine e non solo, raccontando non solo i momenti salienti dello spettacolo ma anche le scelte del regista che ha voluto raccontare una storia in un’ambientazione storica molto particolare e delicata, la Berlino degli Anni Trenta, che fa da sfondo ad una vicenda che, tra battute di spirito e divertenti equivoci rappresenta una dura critica ad una società bigotta e superficiale (la nostra?) sempre pronta a giudicare dalle apparenze. Con leggerezza, racconta una storia che arriva in profondità, soffermandosi su diversi punti di riflessione che dimostrano quanto alcuni aspetti di quella società siano ancora molto radicati nella nostra società contemporanea e quanto il passato, seppur conosciuto, non abbia ancora insegnato veramente ciò che è da condannare ed evitare.

Viktoria Weber (Veronica Pivetti), talentuosa, intraprendente e sfortunata soprano, annaspa alla disperata ricerca di una scrittura per arrivare a fine mese. Le porte in faccia sono la routine. Non c’è lavoro, non ci sono soldi. E l’inverno non fa sconti, con un cappotto di tela liso dagli anni. Fra un provino e un altro, è proprio il suo amico Vito Esposito (Yari Gugliucci) un immigrato italiano innamorato delle sue “bionde” ballerine, come Lilli Shultz (Roberta Cartocci) che le propone di presentarsi ad un’audizione sotto mentite spoglie, quelle di “una donna che fine di essere un Uomo Che Finge di essere una donna”. L’audizione è un successo e grazie alla Baronessa Elinor Von Punkertin (Pia Engleberth) che la prende sotto la sua protezione e direzione artistica, Viktor/Viktoria diventa un’icona del Teatro dell’epoca, vestendo i panni del ” nobile tedesco Viktor Von Weber, il più grande e stupefacente en travesti del secolo”. Il successo è strepitoso, tanto da incantare persino il blasonato conte tedesco Frederick Von Stein (Giorgio Lupano) anche se scettico nei confronti della natura maschile di Viktor, in realtà la conquisterà e le farà cambiare il suo modo di guardare il mondo.

”E’ la storia di una grande amicizia – ha raccontato prima dello spettacolo la stessa Veronica Pivetti – E il ritratto di un periodo storico come la Repubblica di Weimar in cui l’ombra cupa del nazismo è già all’orizzonte. E’ il canto del cigno di un’epoca felice. Un periodo, in cui vedo delle analogie, segnato da un’avanzata di chiusura della libertà e delle libertà d’espressione. Per me, un triplo carpiato di identità. Una donna che finge di essere un uomo che finge di essere una donna: dove si pesca? Un po’ dagli uomini, un po’ dalle donne, dai nostri conflitti interiori. In fondo è anche l’ennesimo caso in cui essere uomo, e non donna, in qualche modo facilita nel lavoro. Tutti i giorni mi capita di notare quante possibilità in più, ancora oggi, abbiano gli uomini rispetto a noi. Almeno in scena mi prendo la rivincita”

L’attrice dà prova di una grande interpretazione, oltre a cambi di registro, d’abiti e di genere, interpretando quattro canzoni originali e danzando sulle note delle musiche originali di Maurizio Abeni.

Tutti gli altri attori e attrici del cast sono perfettamente calati nei personaggi da essi interpretati facendo di ogni momento dello spettacolo/musical una vera e propria chicca di recitazione, di danza e di canto. Una particolare citazione la merita Nicola Sorrenti, sulla scena Gerhardt l’attrezzista dello spettacolo, che non era presente né nella storia del film né in quello della versione originale, e che all’inizio si mostra assolutamente conquistato dalla vita notturna di una Repubblica di Weimar dedita alla libertà dei costumi, alla lascivia dei locali notturni e all’amore libero senza giudizi o pregiudizi, e che poi passa all’esaltazione dell’ideologia nazista e all’odio nei confronti degli “invertiti e pervertiti”, Gerhardt è il degno figlio del suo tempo.

Non vi svelo il finale, invitandovi al Teatro Augusteo di Napoli, fino al 29 aprile, per godere di uno spettacolo davvero emozionante.

Per info orari e costi:  rivolgersi al sito http://www.teatroaugusteo.it/

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