Get Even More Visitors To Your Blog, Upgrade To A Business Listing >>

K come Kosimo: piccole grandi ribellioni al Funaro

K come Kosimo: Piccole Grandi Ribellioni al Funaro
Fermata Spettacolo

E’ andato in scena sabato 10 marzo al centro Culturale il Funaro di Pistoia  “K come Kosimo” con regia e drammaturgia di Virginia Martini della compagnia Blanca Teatro, nell’ambito dei pomeriggi del Teatro-ragazzi. Ci sembra davvero riuscito. Fa parte di un progetto dedicato allo scrittore Italo Calvino ed è fondato sulla vicenda raccontata nel Barone Rampante. Il “Progetto Calvino” comprende anche lo spettacolo “Sbavtognac” ispirato a Marcovaldo. Non si può dire però che sia una sorpresa, dato che la Martini si è sempre distinta per bravura  ed ha dato prova più volte del talento, l’impegno ed il mestiere di cui è in possesso. Ricordiamo il lontano Spartana ed i più recenti Conosci i Fratelli Cervi ed Itaglia per la “categoria adulti”. Una conferma quindi.

La storia del rivoluzionario Barone è interpretata da Giovanni Carli, molto a suo agio tra parlato, cantato e fisicità necessaria in questo contesto, con Matteo Procuranti attore ed anche autore di testi e musiche delle canzoni. Marta Sinacori completa il trio. Mescolare  su diversi livelli impegno  e divertimento in maniera da darne il gradito succo ad un pubblico di piccoli spettatori che colpisca anche gli adulti (tanto che siamo qua a scriverne) non è da tutti. Calvino in questo romanzo ci disegna la figura indimenticabile di un disobbediente: “…lo spettacolo racconta la storia di un uno che di fronte all’ennesima sottile ma innegabilmente ingiusta imposizione da parte del contesto familiare, si ribella. Ma non si limita a dire quel legittimo NO, lo agisce, segnando il destino “speciale” di tutta la sua vita. Cosimo Piovasco di Rondò partorito dalla penna inesauribile di Italo Calvino abbandona la tavola paterna rifiutandosi di mangiare un piatto di lumache e si rifugia sugli alberi…la cosa straordinaria è che dagli alberi non scenderà mai più. Cosimo è  un “eroe della disobbedienza”, una specie di Gian Burrasca sullo sfondo della burrasca di tutto il mondo…” Amando molto il libro in questione, una delle mie prime curiosità era proprio la resa teatrale di un testo così importante, denso di leggerezza, di accadimenti, di storie, di personaggi memorabili, ma soprattutto di senso.

La scelta registica è stata quella di far raccontare la storia a tre personaggi, che tra continue trovate sceniche cambiano ruolo diventando ora inservienti, ora briganti, ora rivali innamorate, ora in comune lotta. Sempre narratori-attori-cantori della vicenda. L’immancabile bassotto Ottimo Massimo ha divertito e sorpreso molto sia per la sua raffigurazione che per le invenzioni che lo hanno circondato. Ursula, Viola ed il brigante Gian dei Brughi? Presenti. La scenografia è minimale e divertente, ma non leziosa. D’altronde si parla di Cosimo Piovasco di Rondò. Il coraggioso Barone Rampante!  Sta in piedi piccolo e fiero su di un percorso teatrale plurale che apre più di una strada allo scandaglio di visioni diverse, profonde, oblique, a volte scomode ma piene di vitalità, palpitanti nel modo di intendere l’arte e la vita sia dei singoli che della comunità. Piccole grandi ribellioni alla banalità. Così che non si consumi l’arte solo per sedute di “…colluttorio culturale… (Bergonzoni)”.

Bukowski diceva che difficile non è  fare poesia, ma vivere la poesia. Questa pluralità è composta dalla sede ospitante, dalle compagnie a cui dà spazio e dai singoli artisti e/o pedagoghi che vi lavorano. Proprio in questi giorni  il Funaro, dopo aver ospitato il Teatro de los Sentidos,  ha  presentato il primo studio di Happy Hour,  che l’autore Ceresoli  definisce “…opera vivente in una comune tela dipinta dove abita anche La Merda…”, il suo precedente ultrapremiato lavoro. Poco rassicuranti e distopici ambedue, di una distopia che invade profondamente l’anatomia stessa dei corpi che incarna, le vene, il sangue, le cellule, gli impulsi.

Sempre al Funaro Mario Biagini e Carla Pollastrelli del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, al termine di una settimana dedicata al loro lavoro, domenica 8 Aprile alle 16:00 terranno un incontro intitolato  “Arte e cittadinanza attiva” che vuole riflettere a più voci sulla funzione sociale del teatro oggi e sulle possibilità dell’arte e della cultura di provocare risposte efficaci all’attuale scenario sociopolitico. Dal canto loro, Blanca Teatro ed in particolare Virgina Martini da sempre affrontano tematiche di impegno civile con uno sguardo critico ed attento (sempre con intelligenza e sapienza) ai pericoli delle democrazie lasciate a piloti automatici quantomeno sospetti. Formatasi allo Stabile di Genova la Martini si delinea subito con una vocazione registica e drammaturgica e riesce a creare una scuola ed un ambiente dove il teatro diventa vita in comune, condivisione di una lotta per la sopravvivenza mentale che si sostenta di arte, artigianato e ribellione. Percorsi eterogenei vissuti in comune. Una brigata teatrale, dice Giovanni Carli che oltre che far parte del gruppo dal 2002 come autore (“Più?”, “Ballata per Clown Soli”) ed attore  è anche insegnante all’interno degli spazi del Funaro con laboratori per bambini, ragazzi e disabili. Da buon disobbediente lascia nel 2003 un sicuro lavoro alla General Electric come progettista per dedicarsi esclusivamente al meno sicuro teatro. Cominciando da una ricerca che verte soprattutto sul tema della maschera, della Commedia dell’Arte e del Clown si aprirà poi a molteplici stili. Nell’affrontare parallelamente anche il mondo del teatro-ragazzi e del teatro-scuola consolida negli anni una base pedagogica che lo porterà a laurearsi in Scienze della Formazione Primaria con la tesi: Il teatro per la formazione docente: l’imprenscindibilità dell’ascolto. …l’attore di mestiere che ha esperienza reale nell’artigianato teatrale potrebbe dare molto al mestiere di maestro. Formare, insegnare, significa saper ascoltare, saper creare le condizioni per interessare ed essere ascoltati, senza fingere… l’attore anche se con una personalità egoica, è costretto ad ascoltare, deve farlo… deve uscire dal soliloquio ed entrare in sintonia con tutto ciò che lo circonda, cosa che non si impara solo con la Storia del Teatro, per quanto sia importante…” All’interno vi si trovano anche significativi raffronti con la formazione di altri paesi tra i quali la Grecia dove ha soggiornato per una parte del suo percorso di studi “…un paese sì in crisi economica, ma non culturale!…” . Nell’ambito della formazione universitaria vi sono in questa nazione da due ad otto esami di teatro praticato. E similare distribuzione di crediti formativi si può riscontrare in Spagna, Germania, Inghilterra, Australia…

Massima attenzione e rispetto quindi alle piccole grandi ribellioni di scena al Funaro.

K come Kosimo: piccole grandi ribellioni al Funaro
Fermata Spettacolo



This post first appeared on Fermata Spettacolo - Web Magazine Di Recensioni E, please read the originial post: here

Share the post

K come Kosimo: piccole grandi ribellioni al Funaro

×

Subscribe to Fermata Spettacolo - Web Magazine Di Recensioni E

Get updates delivered right to your inbox!

Thank you for your subscription

×