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Tenero, ruvido, morbido Antropolaroid

Tenero, ruvido, morbido Antropolaroid
Fermata Spettacolo

Se nasci pescatore devi morire pescatore, se povero devi morire povero.
Se nella mente di un giovane morire non è giusto, per stracciare lo “slogan” e ribellarsi a uno schema pietrificato Tindaro Granata (destinato in origine a divenire un falegname come il padre) scrive il suo primo atto unico, Antropolaroid, dando il via a un fortunato esordio nel panorama italiano contemporaneo. Antropolaroid, spettacolo di voce in voce, personaggio in personaggio, luce in ombra mirabilmente incarnate dal suo autore nonché attore, è un cavallo di battaglia in cui si attinge alla commedia dell’arte, alla tradizione dei cunti, al minimalismo e all’uso della musica e del ballo come folle marea di evocazioni.

La saga teatrale della famiglia Granata resta appesa alla storia di una terra, la Sicilia, cristallizzata ma cangiante, rurale ma in preda a un progresso che la deforma e la fa rinascere come una perla affascinante e soffocante, qui emersa nel suo splendore tragicomico.
Antropolaroid è costruito con la grazia e la precisione di lame delicate, sporcate da cambi scena frenetici che dettano il ritmo emotivo, il susseguirsi caotico di momenti scolpiti con maestria che sguscia tra l’antico e il nuovo. Con la mimica e una vocalità acuta, poi bassa, naturale – e tuttavia impostata -, Tindaro Granata da vero caratterista riesce a raccontare le esistenze di antenati che sopravvivono, vividi come leggende, nella sua memoria, fino al prodotto finale: un’opera dalle rifiniture d’oro, d’argento, di ferro. Un’operazione originale e a tratti struggente che richiama Diario di provincia di Oscar De Summa, altro one man show dove il Meridione si fa selva di vicende universali, narrate con incedere rock.

La complessità di Antropolaroid è arricchita da un disegno luci fatto di precisione e sensibilità che da corpo all’insieme, alla risacca di immagini impietose, amare, divertenti, rocambolesche, come un mosaico in divenire.

Foto Manuela Giusto

Tenero, ruvido, morbido Antropolaroid
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