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Indossate le maschere questo è A CHRISTMAS CAROL: LA MAGIONE DI DICKENS per la regia di Silvia Faccini.

Indossate le maschere questo è A CHRISTMAS CAROL: LA MAGIONE DI DICKENS per la regia di Silvia Faccini.
Fermata Spettacolo

Si bussa alla Bicocca dei Guitti, un casale all’estrema Boccea in Roma, un freddo natalizio, manca la neve e gli spettatori vengono accolti con tè caldo e biscotti buonissimi, per riscaldarsi. Si attende l’ingresso e una volta dentro Charles Dickens, in persona, abilmente interpretato da Davide Saccucci, ci guida nella sua magione. Subito ci conduce nello studio di Scrooge, Marley è morto, un usuraio e un incubo per il nostro protagonista, grandissimo Gianni Pasquali. Bob e Virginia augurano Buon Natale, una festività invisa al nostro ricco, avaro ed egoista vecchio finanziere della Londra del 1843, perché non si può lavorare e guadagnare soldi. Immancabile una dama di carità accorsa con tanto di paniere e bustino a chiedere offerte per i bambini più poveri, scacciata in malo modo. Anche le elemosine sono danari sciupati!

La pendola segna il tempo e al piano di sopra in questo spettacolo itinerante ci si ritrova nella camera da letto: ecco il fantasma di Marley incatenato, morto sette vigilie fa’, e lo turba profondamente e con lui ad ogni rintocco, come da sua profezia, i fantasmi del Natale passato, attuale e futuro, nell’ordine rispettivamente. Si sale e si scende in questo Casale o Bicocca adibito a contesto scenico della storia in programmazione. Inusuale il contesto ma l’eco dell’old Christmas ci conduce nelle sottoscala laddove era la scuola del nostro Scrooge. Qui le memorie riscoprono Alì, il precettore; il giovane Ebenezer, crucciato che nessuno lo venga mai a trovare: sempre solo. Ma ecco il premio Fanny: arriva la sorella, tornata per riportarlo a casa, dopo avere convinto il padre a riprenderlo in famiglia. Lo invita a cena: ecco il segno del Natale e il nostro interprete, carico di ardore Federico Diotallevi, non delude nel farci sentire come il suo cuore ne sia profondamente scosso.

Si risale in camera da letto e si riscende per ritrovarci in una sala da ballo, anche qui si festeggia il Natale e si beve in onore di Scrooge e qui Elisabeth la sua findanzata vuole lasciarlo libero, perché povera e senza dote, non può mantenere la promessa che gli aveva fatto, perche egli è cambiato radicalmente e quindi ancora solo e gelido. Di nuovo si sale la scala della Bicocca e ci ritrova in camera da letto con i tormenti della notte. La pendola che rintocca la seconda ora ci porta nella stanza dei regali dove troneggia lo Spirito del Natale Presente e ci conduce nel sottoscala nella stanza della famiglia di Bob dove la cena di Natale ferve e si brinda al signor Scrooge, il quale implora di sapere se il piccolo Tim, sopravviverà. La risposta dello spirito “Io vedo un posto vuoto nel povero focolare, e, accanto al camino una gruccetta senza proprietario e gelosamente custodita” non cela che Tim morirà in breve tempo. Ancora triste e sconvolto ne resterà il protagonista.

Ma se gli spiriti sono tre il prossimo rintocco svelerà quello del Natale Futuro e con esso la morte personificata, un essere altissimo incappucciato che mostra solo le mani scheletriche, in altro anfratto del sottoscala un cimitero, un giardino incantato, luogo di tombe quella di Tim e la sua, del protagonista al cui apparire sarà voragine vuota per accoglierlo. E rieccoci in altra stanza del sottoscala, dove tante donne, a mò di vecchiette avanti al camino, giocano e brindano a Scrooge. Si risale e gli spettatori in questa spettacolo, “sali e scendi” abilmente curato dalla regista Silvia Faccini, grazie alle atmosfere e alle emozioni scosse nell’animo di chiunque attento, benché spettatore, ne è fatto partecipe, e grazie a 20 attori ottimamente in parte, in un set di 13 ambienti, ci si ritrova in camera da letto. I tanti rintocchi di pendola ricordano che è la mattina di Natale. Il protagonista festeggia davvero il suo perché è ancora vivo. Quindi tutti ci si trova alla sala di ingresso della Bicocca per il brindisi e il saluto finale e qui in quella che sarebbe la casa del suo nipote trascorre il più bel Christmas Carol della sua vita, vestito in fretta con tanto di camicia da notte, cilindro e sciarpa rigorosamente rossa come la circostanza richiede. Il pubblico soddisfatto applaude, appena stanco dello step-tour, allo straordinario evento trascorso insieme.

Indossate le maschere questo è A CHRISTMAS CAROL: LA MAGIONE DI DICKENS per la regia di Silvia Faccini.
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