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Happy Birthday, Monteverdi! La mostra “Monteverdi e Caravaggio” a Cremona

Happy Birthday, Monteverdi! La mostra “Monteverdi e Caravaggio” a Cremona
Fermata Spettacolo

Un salto indietro, ultimi decenni del ‘500. Monteverdi  trionfa con i suoi madrigali, simbolo di una musica che comincia a voler correre: la polifonia vocale, Palestrina seminano capolavori e raccoglieranno voglia di cambiare. Così nasce l’Opera.

Stessi anni, Caravaggio ha già un “mezzo” di vita. Vita non solo tra luce e chiaroscuri, ma anche nel cuore del piccolo grande popolo italico.

Sono due simboli, Caravaggio e Monteverdi. Popolari e nazionali. Uno riporta all’arte figurativa, al Barocco che si vede, e forse è più mito che simbolo. L’altro rientra nell’esercizio delle note quotidiane: la seconda pratica, i libretti e quella non osservanza categorica del contrappunto. Dove c’è Monteverdi, insomma, c’è “nuova musica”.

Ora, la storia vuole che dall’8 aprile scorso entrambi abbiano condiviso un altro pezzo di strada insieme. La mostra Monteverdi e Caravaggio, sonar stromenti e figurar la musica al Museo del Violino di Cremona ha risuscitato, in occasione del 450° dalla nascita del compositore prodigio, l’orchestra dell’Orfeo attraverso i suoi strumenti originali.

«Duoi gravicembali, duoi contrabassi de viola, dieci viole da brazzo, un’arpa doppia, duoi violini piccoli alla francese, duoi chitaroni, duoi organi di legno, tre bassi da gamba, quattro tromboni, un regale, duoi cornetti, un flautino alla vigesima seconda, un clarino con tre trombe sordine». Eccoli i protagonisti, italiani e non, della bella iniziativa cittadina: tutti selezionati seguendo le indicazioni annotate nelle editiones principes dell’opera (eseguita la prima volta 410 anni fa) e, laddove possibile, senza ammodernamenti successivi; tutto all’interno del solito percorso museale, in cui si incontra o ci si scontra con le esistenze e le storie straordinarie di oggetti straordinari. Anzi, anime di legno straordinarie.

E Caravaggio, dove sta? Proprio qui. Perché sebbene si sia sempre detto che era lui, il pittore maledetto, ad attirare fiumane di visitatori agli eventi culturali, lui l’unica Art Star capace di realizzare numeri da capogiro in pochi giorni d’esposizione, quest’anno in migliaia hanno deciso di solcare i cancelli di Piazza Marconi non tanto per adorare il colossale Michelangelo Merisi al quale ci siamo volentieri abituati. No, non le sue nature morte né i soggetti rivoluzionari, bensì la versione meno nota e più recentemente attribuita del Suonatore di liuto (1597).

Ai lati le stampe delle varianti conservate a Pietroburgo e a New York: gli occhi degli ospiti non possono che essere catturati dalla vibrazione degli strumenti dipinti, la loro mente macinare paragoni con ciò che si è appena finito di ammirare nelle teche.

D’altronde se uno conosce di persona gli archi firmati Amati e Gasparo da Salò, se ha la fortuna di soffermarsi dinanzi alla maestosità del chitarrone di Magno Tieffenbrucker o alla tiorba di Tesler, cosa mai potrà pensare ancora? Magari che nel 2017, per Cremona, l’arte ha suonato due volte.

Prossimo appuntamento: Genovesino tra le eleganze del barocco e il naturalismo del Caravaggio

Quando: 6 ottobre 2017 – 6 gennaio 2018

Dove: Pinacoteca di Cremona – Musei Civici

Curatori: Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi

Per ulteriori informazioni: www.monteverdi450.it

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